Il presidio
«Non era proprio il caso di fare subito un’altra Unione»
TERRICCIOLA. «Non si può certo dire che al principale promotore della neonata “Unione del Parco Alta Valdera” sia mancata la capacità di convincere i propri colleghi sindaci a seguirlo in questa...
TERRICCIOLA. «Non si può certo dire che al principale promotore della neonata “Unione del Parco Alta Valdera” sia mancata la capacità di convincere i propri colleghi sindaci a seguirlo in questa ennesima avventura. Peccato solo che queste doti di persuasione non siano state esercitate anche sui consiglieri comunali, per non parlare dei cittadini. Ma forse non è un caso. Non è un caso che non ci sia stato un solo dibattito, non un’assemblea pubblica, fino al giorno prima del voto».
Lo dicono le liste civiche “Un Comune per tutti” (Peccioli) e “Rinnovamento comunale“ (Terricciola) in merito all’uscita dell’Alta Valdera dall’Unione dei Comuni e alla nascita di un altro ente.
«Riteniamo doveroso - dicono le forze di opposizione - spiegare il significato del nostro voto: sì all’uscita dall’Unione a 12, no all’ingresso nella nuova Unione a 4. Il nostro è stato un voto nel merito. Non ci è parsa convincente la scelta di uscire da un’Unione per infilarsi a capofitto in un’altra. Che la permanenza nell’Unione Valdera sia stata fallimentare lo hanno riconosciuto tutti quanti. Ciò che non si è voluto concedere è il confronto tra l’ipotesi di Unione e quella di semplice Consorzio dei servizi. Ci (vi) hanno fatto credere che l’uscita dalla Valdera implicasse la costituzione di un nuovo ente di secondo livello, con la sua inutile zavorra e i relativi costi strutturali. Vi hanno detto che la ragione principale è data dagli incentivi regionali alla creazione di nuove Unioni. Incentivi tutt’altro che scontati. Vedremo se davvero la Regione sarà così ingenua da riconoscere il doppio degli incentivi a due mezze Unioni, e soprattutto vedremo se le scarse risorse a disposizione non verranno presto spostate sulle fusioni. Vi hanno detto poi che il motivo della fretta era il timore della fusione forzata con Pontedera. Non è questa un’ammissione implicita del fatto che unendo i quattro Comuni la fusione diverrà pressoché inevitabile?».
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