Italia
Il Dramma popolare ricorda la figura di don Luciano Marrucci
SAN MINIATO. Una tavola rotonda a Palazzo Grifoni ricorda don Luciano Marrucci. La figura di un prete e di un uomo che ha segnato il Novecento di San Miniato e della cultura italiana. Suoi scritti...
SAN MINIATO. Una tavola rotonda a Palazzo Grifoni ricorda don Luciano Marrucci. La figura di un prete e di un uomo che ha segnato il Novecento di San Miniato e della cultura italiana. Suoi scritti sono stati pubblicati da Einaudi, pezzi delle sue collezioni sono a Oxford, la sua catechesi sul web aveva followers oltreoceano.
Era una personalità complessa, don Luciano Marrucci, morto l'inverno scorso, che ha lasciato un segno indelebile in molte istituzioni del territorio. La più importante, indubbiamente, il Dramma Popolare di cui per due volte è stato direttore artistico. Coraggiose, viste oggi, molte delle sue scelte.
A partire da quel "Ti-Jean e i suoi fratelli" - siamo nei primi anni Novanta - in cui un bravo Remo Girone vestì i panni di un diavolo che cantava e ballava in piazza Duomo. È stato l'unico musical nella storia di quest'esperienza di drammaturgia dello spirito che compie quest'anno 70 anni. Così come, anni dopo, senza farsi spaventare dallo storico "poverello", ripropose la vita di San Francesco con "L'uomo che vide" uno degli spettacoli più applauditi.
Il “Dramma” ricorda "Don Luciano Marrucci, una personalità poliedrica tra letteratura e drammaturgia" venerdì alle 17,30, a Palazzo Grifoni a San Miniato. Tra gli interventi quello di Carlo Lapucci scrittore e saggista. Coordina Marzio Gabbanini, presidente della Fondazione Istituto Dramma Popolare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google