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Nessun segno di violenza sul corpo di Massimiliano

Nessun segno di violenza sul corpo di Massimiliano

PONTEDERA. Annegamento. È questa la causa della morte di Massimiliano Ventura, il 33enne dipendente della Piaggio, sparito la sera di sabato 5 marzo e ritrovato mercoledì intorno alle 14 in Arno all'a...

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PONTEDERA. Annegamento. È questa la causa della morte di Massimiliano Ventura, il 33enne dipendente della Piaggio, sparito la sera di sabato 5 marzo e ritrovato mercoledì intorno alle 14 in Arno all'altezza del civico 128 del viale D'Annunzio a Pisa dai vigili del fuoco. A stabilirlo ieri sono arrivati i risultati dell’autopsia eseguita dal professor Alessandro Bassi Luciani e ordinata dal sostituto procuratore Paola Rizzo. Secondo fonti inquirenti, sul corpo del funzionario della Piaggio non sono stati riscontrati segni di violenza; serviranno altri approfondimenti per capire se prima di finire nel fiume l’uomo fosse in uno stato psico-fisico alterato, e se avesse assunto farmaci o alcolici, anche nell’ipotesi di un gesto tragico.

Ventura era sparito lasciando a casa documenti e cellulare. Addosso i pompieri mercoledì gli hanno trovato 20 euro e la carta bancomat, la stessa con cui era stato visto vivo per l’ultima volta, inquadrato dalle telecamere esterne della Banca di Lajatico in via dell’Aeroporto, poco lontano dalla sua abitazione di via Santa Buona, e da dove aveva prelevato 100 euro.

«Ti stiamo aspettando, siamo preoccupatissimi. Non sappiamo cosa stai pensando ma è tutto risolvibile, torna a casa», era stato l'appello della moglie Ilaria Marino, insegnante a San Miniato. Per giorni la famiglia di Ventura, i genitori e la sorella Roberta avevano sperato in una fuga temporanea. Massimiliano aveva lasciato un biglietto in cui chiedeva un po’ di tempo per stare da solo. Ma le speranza sono crollate mercoledì. È stata necessaria un'ambulanza per il malore che ha colpito il padre che con la moglie ha accolto i poliziotti nella sua casa di Livorno, città dove Ventura era nato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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