Il Tirreno

Pontedera

stalking

Perseguitava la ex, il giudice gli vieta di avvicinarla

Sabrina Chiellini
Pedinata e minacciata più volte, ha denunciato l'ex marito
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Pedinata e minacciata più volte, ha denunciato l'ex marito

Buti, l'uomo non riusciva a trattenere l'impulso di telefonarle, inviarle messaggi e cercare contatti con la donna

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BUTI. La relazione sentimentale finisce ma lui, un operaio disoccupato di circa 45 anni, non si rassegna all’idea di dovere rinunciare alla donna. Così non riesce a trattenersi dall’impulso di telefonarle, inviarle messaggi e cercare contatti con la ex. Arriva anche al punto di incontrarla e di minacciarla di morte. Così la donna, in più di un’occasione, si trova costretta a chiedere aiuto ai carabinieri della stazione di Buti. Partono le indagini e i fatti denunciati dalla donna trovano conferma, tanto che viene aperto un procedimento penale nei confronti dell’uomo accusato degli atti persecutori.

Nei giorni scorsi i carabinieri di Buti hanno notificato all’uomo la misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex del disoccupato. Misura che è stata disposta dal Gip del tribunale di Pisa, Elsa Iadaresta, sulla base di quanto è emerso dalle indagini e per evitare che l’uomo torni a molestare la sua ex, la quale è stata costretta a cambiare le sue abitudini per evitare di sentirsi minacciata. La vicenda avviene in una piccola comunità, come è quella del comune di Buti, e anche per questo le indagini sono state compiute nella massima riservatezza, a tutela della parte offesa.

Con il provvedimento che dispone il divieto di avvicinamento il giudice prescrive al presunto stalker di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati dalla persona offesa, ovvero di mantenere una determinata distanza da tali luoghi o dalla persona offesa. Un modo per evitare che si ripetano situazioni a rischio come quelle che sono state già denunciate e che portano, appunto, a richiedere la prima misura cautelare. In caso di ulteriori esigenze di tutela, il giudice può prescrivere alla persona denunciata di non avvicinarsi a luoghi determinati che sono abitualmente frequentati da prossimi congiunti della persona offesa o da persone con questa conviventi o comunque legate da relazione affettiva ovvero di mantenere una determinata distanza da tali luoghi o da tali persone. Ovviamente, sempre con lo stesso scopo. Ma a volte né l’avvertimento, né le denunce e i divieti sono sufficienti a fermare gli atti persecutori.

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