Il Tirreno

Pontedera

Rifiuti, multa raddoppiata a chi fa il furbo

di Sabrina Chiellini
Rifiuti, multa raddoppiata a chi fa il furbo

Il Comune: «La porteremo a 200 euro» Intanto le guardie ambientali sono al lavoro

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PONTEDERA. Telecamere nascoste vicino al cassonetti. Servizi di osservazione e pedinamento. Le guardie ambientali del Comune di Pontedera le studiano di tutte per cercare di fermare i numerosi furbetti che non demordono: quelli che, pur sapendo che ci sono i controlli e che rischiano una sanzione da 100 euro, continuano a lasciare l’immondizia dove capita, in maniera selvaggia. Riflettendo sui numeri presentati dal comandante della polizia locale dell’Unione Valdera, Michele Stefanelli, rispetto all’attività svolta dagli operatori incaricati di vigilare sull’inciviltà dei cittadini viene da pensare che la strada da fare in termini di rispetto del decoro urbano sia ancora lunga. Al tempo stesso, mentre il Comune snocciola numeri e storie di cittadini che non si adeguano alla differenziata, non si può non pensare che senza il lavoro di questa task force dedicata al rifiuto le discariche a cielo aperto sarebbero molto più numerose e i costi necessari al recupero dei materiali gettati dove capita ricadrebbero in maniera ancora più pesante di quanto già non avvenga sulle tasche dei cittadini. Nessuna categoria è immune: ci sono i migranti, come i professionisti e gli imprenditori nell’elenco - ovviamente molto riservato per ragioni di privacy - dei trasgressori. Ma gli indizi trovati tra i rifiuti “selvaggi” vengono fotografati, schedati, segnalati. E quando l’autore è scoperto riceve sempre la visita a casa delle guardie ambientali. Non si pensi a una perquisizione, per carità. Certo è che i dipendenti comunali prima di passare alla sanzione contattano l’interessato e chiedono una spiegazione. E per fare questo non si bada agli orari, è stato spiegato. Il toc toc delle guardie ambientali alla porta di casa può scattare alle 8 del mattino, come all’ora di pranzo. Orari non proprio graditi ai cittadini ma anche questo dovrebbe servire come deterrente.

La battaglia contro l’abbandono indiscriminato dell’immondizia è quotidiana. Tanto che negli ultimi dieci giorni le guardie ambientali comunali hanno elevato almeno una sanzione al giorno, costringendo poi il cittadino a recuperare i rifiuti e a provvedere al loro corretto smaltimento. Quella contro l’inciviltà in alcune situazioni diventa anche una questione di principio. È stato così per scoprire chi sistematicamente aveva l’abitudine di gettare i sacchetti dell’immondizia sul marciapiede, vicino alla stazione, ben lontano dai cassonetti. Le guardie ambientali hanno contatto il rappresentante di una comunità straniera che abita nel quartiere chiedendogli di sensibilizzare i connazionali rispetto al corretto conferimento della spazzatura. Inizialmente nessuno voleva assumersi le responsabilità. Ma poi le telecamere mobili hanno inchiodato il responsabile e la sanzione è stata inevitabile.

«Chi lavora a questi controlli – spiega il comandante della polizia locale, Stefanelli – lo fa con dedizione, andando a frugare nell’immondizia, alla ricerca di ogni elemento utile per risalire a chi, in barba a tutte le regole, si sbarazza della spazzatura accanto ai cestini del centro cittadino, accanto ai cassonetti. O, peggio ancora, in mezzo alla campagna.

«Quasi sicuramente aumenteremo l’importo della sanzione – spiega il sindaco Simone Millozzi – finora ferma a cento euro. La raddoppieremo».

«Per aumentarla ulteriormente dovrà essere modificato anche il regolamento», aggiunge Stefanelli. In alcuni comuni la sanzione è già di 500 euro. «Cento euro sono una cifra irrisoria se si pensa a tutto il lavoro che c’è dietro per scoprire chi lascia i rifiuti per la strada», è stato detto presentando i dati dell’attività di controllo.

Occhio dunque a dove gettate i sacchetti. Magari non vi sembra di essere osservati. Ma non potete esserne certi..., avvisano le guardie ambientali. E poi bollette, lettere, documenti personali sono un valido aiuto per arrivare a chiudere il cerchio delle indagini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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