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Un matrimonio tra artigianato e nuove tecnologie

NAVACCHIO. Artigianato tradizionale e nuove tecnologie possono coabitare. Con la convezione firmata ieri tra Polo Tecnologico di Navacchio e Artex, inizia un progetto pilota innovativo per la Toscana...

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NAVACCHIO. Artigianato tradizionale e nuove tecnologie possono coabitare. Con la convezione firmata ieri tra Polo Tecnologico di Navacchio e Artex, inizia un progetto pilota innovativo per la Toscana e per l'Italia, che ha come obiettivo la sinergia tra due ambiti dell'economia distanti solo all'apparenza. Da una parte c'è il Polo di Navacchio, dall'altra, il Centro per l'artigianato artistico tradizionale della Toscana (Artex). In mezzo, le migliaia di piccole e medie imprese della nostra regione e, alzando il tiro, tutte quelle del territorio nazionale; capaci di creare sviluppo e restare competitive nel mondo della globalizzazione, traendo energie e capacità dalla tradizione artigianale e dei mestieri. Il progetto pilota metterà a confronto questi diversi mondi e cercherà di stringere relazioni fruttuose allestendo incontri, seminari e workshop sul tema delle nuove tecnologie e del loro trasferimento alle imprese del settore artistico e tradizionale. Il rapporto sarà reciproco e anche le imprese artigianali, ben calate nel mercato, potranno contribuire con le loro conoscenze acquisite e le loro richieste specifiche, allo sviluppo di tecnologie adatte alla creazione di prodotti più competitivi.

«Abbiamo scelto come partner il Polo di Navacchio - dice Alessandro Vittorio Sorani, presidente di Artex - perché è il centro tecnologico più importante della regione, preso a modello da altre realtà analoghe». Ma quali saranno i settori strategici dell'economia pisana cui guarderà il progetto? «Quello delle pelli - continua Sorani - delle calzature, del tessile/abbigliamento e dato che siamo a Cascina, a quello dei mobili, che forse in questo periodo più di altri, sta vivendo l'evoluzione tecnologica».

La convenzione firmata a Navacchio tra i due enti dovrà anche abbattere la vecchia idea di artigianato, legata nell’immaginario collettivo all'antico mestierante.

«Quando si pensa all'artigiano - spiega Andrea Di Benedetto, presidente del Polo Tecnologico di Navacchio - inevitabilmente ricorre un’immagine vecchia e polverosa. Questo è un modo di pensare folle, poiché i nuovi mestieri, anche quelli altamente tecnologici, sono essenzialmente artigiani: legati al lavoro manuale e che crescono in scala con il capitale umano utilizzato dall'azienda».

«Il modello che vogliamo sviluppare - conclude Di Benedetto - potrà essere un esempio della prossima economia del Paese. O iniziamo a formare artigiani in grado di utilizzare le tecnologie, o sia gli artigiani, che le aziende tecnologiche, perderanno la sfida con il mercato globale».

Carlo Palotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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