Finì sotto le ruote, è sempre in gravi condizioni
Il ragazzo di Ponsacco rimane ricoverato a Cisanello, unico indagato per l’incidente è l’autista
PONTEDERA. Ogni giorno che passa aumenta la speranza dei genitori e dei medici che il ragazzino di 14 anni finito sotto un bus alla fermata nei pressi dello stadio di Pontedera il 21 dicembre, possa farcela. Le sue condizioni sono ancora molto gravi, ma stazionarie: è ricoverato in rianimazione all’ospedale di Cisanello e la prognosi resta riservata. In queste settimane ha superato una serie di interventi chirurgici. I medici non solo hanno cercato di strapparlo ad un tragico destino, ma lavorano anche per porre le premesse affinché lo studente di Ponsacco ritrovi la migliore qualità di vita possibile.
L'incidente ha evidenziato - anche se sindacati e genitori più volte avevano segnalato i problemi - la mancanza di sicurezza per i circa duemila studenti delle scuole superiori che ogni giorno utilizzano i bus del Ctt per spostarsi da casa a scuola. Tutti erano a conoscenza del sovraffollamento che si creava alla fermata del bus. In un’intervista al “Tirreno” il padre dello studente ferito ha tenuto a precisare che l’incidente non è avvenuto per colpa dei ragazzi quanto per la cronica carenza di bus e per la mancanza di adeguati controlli per consentire ai ragazzi di viaggiare in sicurezza.
Le famiglie pagano un servizio ed è normale che chiedano non soltanto sicurezza, ma anche un numero sufficiente di autobus. È questo un vecchio problema a cui la politica non è mai riuscita a trovare una soluzione.
Dopo l’investimento che ha rischiato di costare la vita allo studente, si sono fatte mille ipotesi sulle cause. Si è parlato anche della possibilità che il ragazzo fosse stato spinto verso il bus. Le ruote posteriori del pullman lo hanno schiacciato, causandogli gravi lesioni, sul piazzale dello stadio a Pontedera, alla fine di una mattina di lezioni.
«Mio figlio non stava correndo - ha spiegato il genitore dello studente - Era fermo e stava aspettando l'autobus che si fermava in quel punto, perché davanti alla pensilina in via Veneto di solito c'era il caos. Invece quel giorno l'autista ha visto che la pensilina era libera e il bus non si è fermato come le altre volte e non ha aperto le porte».
Un incidente. L’unico a essere indagato per lesioni personali gravi è l’autista del pullman.(s.c.)
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