Guardie giurate, spuntano i due pesi e le due misure
La denuncia dell'ex titolare della Secure K Defensor «Bizzarri Ollandini graziato, io costretto invece a chiudere»
NAVACCHIO. In provincia di Pisa vengono utilizzati due pesi e due misure. C'è chi viene in parte graziato e chi viene subito condannato senza possibilità di appello. La pensa così Helmut Kaldewey, ex titolare dell'istituto di vigilanza privata "Secure K Defensor Corpo di Vigilianza Privata" di Navacchio. Scriviamo "ex" perché Kaldewey è stato costretto a cambiare lavoro, la sua azienda è stata fatta chiudere nel luglio 2010 dalla Prefettura di Pisa, in seguito alle violazioni che a suo tempo la Questura di Pisa, sulla base dei suoi innumerevoli controlli, contestò al signor Kaldewey, accusato dall'allora sostituto commissario Manuele Pupeschi "inaffidabile nell'assicurare la sicurezza delle guardie giurate dipendenti e nel soddisfare le esigenze della clientela".
Giusto, verrebbe subito da dire, sanzionare. Ma prima di revocare la licenza, si sarebbe potuto forse procedere con una sospensione. Provvedimento che è scattato invece nei confronti del Corpo Guardie di Città di Mariano Bizzarri Ollandini, azienda rimasta coinvolta nell'omicidio del Palabingo di Navacchio (dove una guardia giurata uccise il collega che si era improvvisato rapinatore) e riguardo alla quale emersero numerose e gravi irregolarità amministrative. L'istituto, ad esempio, aveva illecitamente trattenuto i titoli di polizia della vittima (titoli personali, anche se il dipendente era in congedo) senza neppure darne comunicazione agli uffici della Questura e della Prefettura e la guardia giurata che sparò aveva il porto d'armi scaduto e non era in possesso del decreto di guardia particolare giurata.
Nonostante tutto questo e nonostante la presenza ingombrante, di un morto, si è preferito non procedere alla revoca della licenza, bensì alla sospensione di un solo mese dell’attività del Corpo Guardie di Città. Una sanzione peraltro non definitiva, dal momento che nei prossimi giorni, se Mariano Bizzarri Ollandini riuscirà a dimostrare di aver ripristinato l'assoluta regolarità all'interno della propria azienda, il prefetto Attilio Visconti è pronto a chiedere all'Avvocatura dello Stato il ritiro della sospensione.
Helmut Kaldewey ha inviato al prefetto un esposto, chiedendo di rivedere il provvedimento di revoca ai danni del Secur K Defensor Corpo di Vigilanza Privata. «Le violazioni alle norme di legge e ai regolamenti relative al Corpo Guardie di Città e che sono venute alla luce in questi ultimi mesi - scrive Kaldewey - costituivano una quotidiana e sistematica attività dell'istituto. Erano inoltre note da tempo, dal momento che erano state dettagliatamente citate in un esposto presentato alla procura della Repubblica nel lontano 2010 con tanto di documentazione fotografica allegata». La prefettura ha già risposto a Kaldewey, affermando l'impossibilità di procedere con l'istanza di riesame della revoca dal momento che sulla vicenda si è già espresso il Tar confermando il provvedimento (sul Corpo Guardie di Città, invece, il Tar deve ancora deliberare). Dal 2010 a oggi a Pisa è cambiato prefetto due volte. Ora c'è Attilio Visconti, preceduto da Francesco Tagliente e Antonio De Bonis (fu quest'ultimo a revocare la licenza a Kaldewey). Visconti, col Corpo Guardie di Città, ha scelto una strada meno burocratica. Ha mostrato disponibilità nei confronti dei propositi di ravvedimento di Mariano Bizzarri Ollandini, cercando di evitare la perdita di posti di lavoro e di garantire quella fetta di vigilanza e sicurezza privata che in questa fase fa da supporto alle forze dell'ordine sul territorio.
Cristiano Marcacci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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