Il Tirreno

Pontedera

Muore la convivente lui occupa la casa popolare

di Sabrina Chiellini
Il blocco di case popolari di via Tosco Romagnola (Foto Franco Silvi)
◗
Il blocco di case popolari di via Tosco Romagnola (Foto Franco Silvi)

Pontedera: non ha i titoli per abitare nell'alloggio e deve lasciarlo. Il Comune ha avviato la procedura per arrivare allo sfratto

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. La convivente è morta all’improvviso, uccisa da un malore. E lui, uno straniero che senza alcuna comunicazione ufficiale, aveva preso la residenza nell’alloggio popolare in via Tosco Romagnola a Pontedera, ha pensato di non lasciare l’appartamento che di fatto occupa senza averne titolo. Prima è stato invitato ad andare via. Poi il Comune è passato alle vie di fatto e ha cominciato l’iter previsto in questi casi per ottenere la “restituzione” dell’appartamento. E l’unico modo possibile, quando non c’è collaborazione da parte dei cittadini coinvolti è quello di procedere con lo sfratto.

Intanto come primo atto il Comune di Pontedera ha disposto con un’ordinanza che l’ex convivente della donna defunta, alla quale era stato assegnato regolarmente l’alloggio, deve lasciare al più presto il domicilio di via Tosco Romagnola. In sostanza il tunisino, che ha circa 50 anni e risulta anche avere un lavoro, risulta occupante senza titolo. Gli accertamenti sono iniziati dopo la morte della donna, avvenuta il 15 novembre scorso. Gli uffici comunali hanno visto che lei era l’unica assegnataria dell’alloggio e che non aveva segnalato in alcun modo la modifica della composizione del nucleo familiare.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12953782:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2016/02/13/news/emergenza-sfratti-appello-del-sunia-servono-alloggi-1.12953782]]

I due non si sono sposati , avevano un rapporto di convivenza e in alcune occasioni la donna aveva espresso alcune riserve sulla presenza dell’uomo nella sua abitazione. Il tunisino è stato messo al corrente del fatto che dovrà lasciare l’appartamento. Non ha provveduto e quindi è partita la procedura per il rilascio dell’alloggio. Ma anche questa non ha dato alcun esito. Atto questo seguito da assoluto silenzio anche dal punto di vista legale. Così il Comune pensa allo sfratto e nei prossimi giorni l’appartamento potrà essere liberato.

L’iter è stato rallentato da un errore formale ma ora è stato stabilito che entro il 17 marzo l’ex convivente dovrà effettuare il trasloco o sarà sfrattato se necessario anche con l’intervento della forza pubblica. Il Comune procede con regolarità alla verifica dei requisiti delle famiglie che vivono negli alloggi popolari. Recentemente anche un altro appartamento, che era stato assegnato a una pensionata, è tornato nella disponibilità del Comune per mancanza di requisiti della donna.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani