Il presidio
«Così sparì mia figlia nell’Argentina di Videla»
CASCINA. Vera Vigevani Jarach ha incontrato nei giorni scorsi, nella sala consiliare del municipio di Cascina, i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado. Con lei Fernando Mellea, assessore...
CASCINA. Vera Vigevani Jarach ha incontrato nei giorni scorsi, nella sala consiliare del municipio di Cascina, i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado. Con lei Fernando Mellea, assessore alla cultura di Cascina e Ugo Caffaz, antropologo. Vera Vigevani Jarach, è nata 88 anni fa a Milano. Ebrea, nel 1938 dovette emigrare con la sua famiglia in Argentina perché le leggi razziali introdotte in Italia dal regime fascista le impedivano di avere un vita normale.
In Argentina Vera inizia una nuova vita ma il 25 giugno del 1976, la figlia Franca, di 18 anni, scompare, inghiottita dalla repressione del regime dittatoriale del generale Videla, che in quegli anni imbarcava gli oppositori al regime sugli aerei per gettarli in mare e farli così scomparire. Uomini e donne che poi furono chiamati "desaparecidos".
«Mi volevano far credere - ha raccontato Vera ai ragazzi - che l'avessero rapita bande di criminali e portata a fare la prostituta chissà dove. Un'altra volta mi risposero che dovevo considerare quella sparizione come un periodo di villeggiatura per mia figlia».
La verità, purtroppo era un’altra e da quel momento Vera si impegnò con le Madres della Plaza de Mayo per ottenerla.
«Il coraggio e la passione di Vera ci devono essere di esempio», ha concluso l’assessore Mellea rivolgendosi ai ragazzi. Prima dell'incontro, Vera Vigevani ha ricevuto dal sindaco di Cascina, Alessio Antonelli, le chiavi della città.
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