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Rifiuti speciali, il caso arriva in Regione
I Cinque Stelle chiedono a Rossi di dire no al conferimento. Intanto spunta l’ipotesi di concorrenza con l’impianto di Gello
PECCIOLI. S’inasprisce la discussione sulla richiesta avanzata alla Regione da Belvedere spa di poter portare rifiuti speciali nella discarica di Legoli.
Dopo un paio di scambi d’opinioni a suon di comunicati sui giornali tra la lista civica Un Comune per tutti e il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, i consiglieri di opposizione hanno tappezzato numerose strade del paese dell’Alta Valdera di manifesti in cui campeggia la parola «vergogna», ma anche «ipocrisia» e la frase «questo territorio non se lo merita».
Il tutto mentre il Movimento 5 Stelle presenta una interrogazione alla giunta regionale sull’argomento. «La mossa della Belvedere di chiedere l'estensione della lista dei codici Cer autorizzati al conferimento, cioè poter trattare anche rifiuti speciali - si legge in una nota - è un tentativo inopportuno, cui la Regione dovrebbe rispondere entro un disegno generale di pianificazione».
Il sindaco non commenta, mentre Davide Castagni Fabbri della lista civica dice che «non sono escluse manifestazioni e incontri pubblici per impedire che a Peccioli arrivino rifiuti speciali». Una vicenda che ha ancora tempi burocratici lunghi, visto che è in corso la procedura di Valutazione d’impatto ambientale (Via), ma che è caratterizzata anche da intrecci politici non indifferenti.
«Ci risulta che nel Pd regionale non tutti sono d’accordo con la richiesta avanzata dalla Belvedere - dice Castagni Fabbri - perché in provincia di Pisa esiste già una discarica che tratta i rifiuti speciali, ed è quella di Gello». Il sito è quello di Ecofor service.
Come dice un esperto di discariche, «non ci sarebbe concorrenza se la produzione industriale, e quindi quella di rifiuti speciali, fosse alta. La torta sarebbe talmente ampia da non creare dissapori tra le due discariche. Ma siccome non mi risulta che l’attività industriale sia aumentata, una eventuale apertura ai rifiuti speciali per la Belvedere creerebbe inevitabile concorrenza».
Il risvolto economico potrebbe intrecciarsi, quindi, con quello politico dal punto di vista delle strategie da applicare al territorio. «Intanto, però, resta in piedi un progetto che secondo noi non è stato spiegato al meglio ai cittadini - dice ancora Castagni Fabbri - ed è per questo che abbiamo affisso i manifesti».
«Se la legalità è valida in Toscana anche sulla gestione rifiuti, la Regione deve rigettare la richiesta di Belvedere - scrivono i Cinque Stelle - Legoli accoglie rifiuti solidi urbani perché così dice la sua ultima Valutazione d'impatto ambientale, in rispetto di una mozione del Consiglio provinciale del 2011 dove si sanciva l'impossibilità per la discarica di accogliere rifiuti speciali anche se non pericolosi».
Macelloni in questi giorni ha spiegato che «il rifiuto all’ampliamento del 2011 fu una decisione politica» e che «non bisogna confondere i rifiuti speciali con quelli pericolosi», sottolineando la necessità da parte del Comune di «mantenere il livello industriale della Belvedere, salvaguardando occupazione e costi bassi per i servizi offerti».
Non sarà semplice risolvere questa vicenda, anche in vista della gara per il gestore unico dell’Ato costa. «Ci chiediamo quale sia il ruolo della discarica di Legoli di qui al 2020», domandano i consiglieri del Movimento Cinque Stelle.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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