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Addio a Busdraghi, vero spirito libero
VOLTERRA. Addio a Luciano Busdraghi, fondatore dell’associazione nazionale “Amici della Natura” e dell’Accademia Libera Natura e Cultura. Busdraghi è morto ieri mattina, all’età di 81 anni, dopo una...
VOLTERRA. Addio a Luciano Busdraghi, fondatore dell’associazione nazionale “Amici della Natura” e dell’Accademia Libera Natura e Cultura. Busdraghi è morto ieri mattina, all’età di 81 anni, dopo una breve malattia.
Era originario di Volterra, dove ha vissuto a lungo, per poi affrontare svariate esperienza in giro per il mondo. Ha studiato a Urbino, conseguendo la laurea in Lettere antiche, per poi tornare a Volterra dove si è dedicato all’insegnamento. In seguito è diventato esportatore di oggetti in alabastro, vivendo all’estero, soprattutto in Francia dove, alla fine degli anni Sessanta, è rimasto affascinato dal movimento Amici della Natura. Tornato in Italia, nel 1972 ha fondato la prima casa “Amici della Natura”, il Gran Pino, ancora attiva alle Gorette.
Poliglotta, musicista, scrittore, botanico, amante della natura e della storia, Busdraghi era molto conosciuto sulla costa, anche perché negli anni ha organizzato eventi culturali di ogni tipo. Oltre alla casa alle Gorette, infatti, ha ideato i centri culturali a Castello Ginori di Querceto, a Montegemoli, a Mazzolla per creare un turismo legato alla natura e alla condivisione.
I parenti e gli amici lo ricordano come uno spirito libero, e rispettoso del prossimo. Una filosofia a cui si rifà anche l'altra associazione da lui ideata e presieduta, la Marco Polo, e l'emanazione culturale Accademia Libera Natura e Cultura diretta dalla compagna Ursula Vetter che ne ha realizzato i programmi culturali di alto profilo.
Oltre alla compagna Ursula, lascia il figlio Paolo, professore universitario a Urbino, la figlia Elisa e tre nipoti. La salma di Luciano Busdraghi stamani sarà trasferita nella chiesa di Querceto, dove gli amici potranno dargli l’ultimo saluto.
Il funerale è previsto martedì alle 10, proprio nella chiesa di Querceto, quel luogo affascinante e pieno di umanità che aveva tanto colpito Busdraghi.
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