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Il vescovo propone l’aperitivo in piazza insieme ai giovani

Il vescovo propone l’aperitivo in piazza insieme ai giovani

SAN MINIATO. Il vescovo più giovane d’Italia, monsignor Andrea Migliavacca, classe 1967, da quando è arrivato a San Miniato, guarda in modo particolare ai giovani della diocesi, convinto che sia...

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SAN MINIATO. Il vescovo più giovane d’Italia, monsignor Andrea Migliavacca, classe 1967, da quando è arrivato a San Miniato, guarda in modo particolare ai giovani della diocesi, convinto che sia necessario coinvolgerli nelle attività organizzate dalla Chiesa.

«Ho idea di incontrarli - dice - come facevo quando ero un semplice sacerdote fino a poco tempo fa a Pavia. Un momento per stare insieme, magari prendendo un aperitivo, parlando per conoscerci meglio reciprocamente, uomini e donne. Intendo conoscere da vicino la realtà dei miei parrocchiani, per capirli meglio».

Migliavacca ha spiegato che a Pavia, città universitaria, era più facile incontrare i giovani: bastava andare in piazza. A San Miniato, invece, non c’è un unico luogo d’incontro e molti ragazzi lasciano il paese per trascorrere il tempo libero altrove. Di qui la necessità di creare occasioni di dialogo e incontro, come può essere appunto l’aperitivo.

Intanto, ieri, Migliavacca ha partecipato all'udienza generale del Papa in Piazza San Pietro a Roma.

«È stato un incontro emozionante e cordiale - ha raccontato - Quando ho detto al Papa di essere il vescovo di San Miniato, lui ha risposto: "Sei lì da poco allora". Gli ho assicurato che la diocesi intera lo ricorda e lo sostiene con la preghiera».

Migliavacca aveva già incontrato il Papa quando era rettore del seminario di Pavia, ma quello di ieri è stato il primo incontro da vescovo.

Ricevendo i giornalisti nella ricorrenza di San Francesco di Sales, il prelato era intervenuto anche sul tema delle unioni civili e sul FamilY Day.

«Prima di entrare nel merito della manifestazione di sabato, il "Family Day", e sulla questione delle unioni civili - aveva detto Migaliavacca - penso sia opportuno ricordare che la Chiesa, prima di tutto, è chiamata ad accogliere le persone, con le loro storie, il loro vissuto, la loro esperienza. Riguardo alla famiglia, l'insegnamento della Chiesa è chiaro: essa si fonda sul matrimonio che può essere solo tra un uomo e una donna. La famiglia, così intesa, è una ricchezza da tutelare e sostenere e la Chiesa sprona la politica a interessarsi anche ai problemi e alle ferite che turbano le famiglie».

«Sui tipi di unioni diverse da quelle della famiglia tradizionale - ha proseguito il neo vescovo - è compito della politica decidere se e in che modo legiferare. Infine, sul Family Day e sulle altre manifestazioni di piazza, in cui alcuni cittadini esprimono la loro opinione su temi così importanti, ciascuno potrà valutare e mettere in atto le forme che ritiene più idonee per manifestare il proprio pensiero, in base alla propria sensibilità».

Luciano Gianfranceschi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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