Nuove maleodoranze: la rabbia dei cittadini
Odori cattivi e assai intensi a San Donato di San Miniato e a Ponte a Egola. Chiesto l’intervento dell’Arpat per scoprire la possibile origine a Castelfranco
CASTELFRANCO. La segnalazione stavolta arriva da San Donato, anche se l’origine sarebbe da ricercare ancora una volta, a detta della protezione civile, entro i confini del territorio di Castelfranco. È di nuovo caccia alle maleodoranze nel comprensorio del Cuoio. Cattivi odori che ormai si ripetono a cadenza quasi regolare e che in questi giorni hanno investito il territorio del comune di San Miniato.
A sollevare il caso, infatti, è Silvia Piampiani che nel tardo pomeriggio di venerdì ha deciso di segnalare il fenomeno alle autorità competenti. Prima con una telefonata alla protezione civile, seguita intorno alle 20,30 da una mail indirizzata ad Arpat.
«Vorrei segnalare una situazione che purtroppo si sta ripetendo frequentemente – ha scritto Piampiani all’agenzia - In questo momento a San Donato l’aria è irrespirabile. Dopo vari tentativi di contattare telefonicamente chi preposto, ho trovato accolto il mio sollecito dalla parte della protezione civile che mi deve richiamare per spiegazioni». Pochi minuti dopo, infatti, la donna racconta si essere stata ricontattata: «La protezione civile mi ha richiamato dicendomi che, dai loro primi riscontri, la possibile causa delle maleodoranze potrebbe essere un impianto di smaltimento rifiuti situato presso Castelfranco».
Fino alla giornata di ieri, tuttavia, negli uffici dell’amministrazione castelfranchese non risultavano segnalazioni in merito o comunicazioni da parte di Arpat.
Nella stessa sera, però, un altro cittadino, residente a Castelfranco, aveva lamentato identico problema all’amministrazione. «La segnalazione è stata subito girata ad Arpat – racconta il sindaco Gabriele Toti – Adesso aspettiamo che l’agenzia ci fornisca delle risposte. Ovviamente, se ci fossero conferme, non avremo problemi ad intervenire come abbiamo fatto in passato».
Il riferimento di Toti è legato alla delicata questione che investe l’impianto di depurazione gestito da Waste Recycling, più volte indicato da Arpat come causa di cattivi odori. Un punto d’origine che comunque appare abbastanza distante dall’abitato di San Donato. Spetterà quindi ad Arpat confermare l’eventuale collegamento con Castelfranco, qualunque sia l’impianto, o in alternativa indicare un’altra fonte.
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