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Corleone promuove la Rems
Il garante dei detenuti ha visitato la struttura che è in costruzione a Volterra
VOLTERRA. Il garante regionale dei detenuti, Franco Corleone ha visitato ieri la Rems di Volterra. La struttura, denominata Morel 3, è diventata la residenza per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria e raccoglie in parte l'eredità dell'ex ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino. Il Morel 3 è una struttura residenziale intermedia parzialmente protetta dedicata a trattamenti terapeutici riabilitativi.
«Quando siamo arrivati alla palazzina - racconta Corleone - gli operai erano al lavoro per il completamento della verniciatura delle inferriate: due file di sbarre alte cinque metri, un impatto da struttura chiusa, simile alle carceri, con le sbarre anche alle finestre e un servizio di sorveglianza affidato ad una società privata, che ha possibilità di controllo anche su quanto accade all'interno, attraverso l'utilizzo di videocamere».
L'impressione complessiva, spiega il garante, è però positiva: «Al pianterreno ci sono attualmente dieci ospiti, la struttura sanitaria che se ne occupa è molto nutrita: 8 tra psichiatri, psicologi, infermieri, Oss, educatori, assistenti sociali, tecnici della riabilitazione. Gli ospiti provengono per sei unità dall'Opg di Montelupo, due dai servizi psichiatrici di diagnosi e cura di Pisa, uno, toscano, da Bologna e uno da una comunità. Le camere sono sette, possono dunque arrivare ad accogliere fino a quattordici ospiti. Il primo piano è dedicato alla parte trattamentale, agli spazi in comune e alle stanze dei medici. Al secondo piano, stanno predisponendo le stanze per accogliere altri quattordici ospiti, da scegliere tra quelli che sono rimasti ancora a Montelupo. Il lavoro dovrà essere ultimato entro la fine di febbraio. Mi hanno parlato dell'obiettivo di accogliere nella struttura fino a 34 persone, ma ritengo che non si debba arrivare a quel numero».
Corleone ha parlato anche con alcuni tra i dieci pazienti già accolti nella struttura: «Siamo in una fase iniziale, di adattamento, si trovano bene dal punto di vista del clima umano, li colpisce l'aspetto da struttura ospedaliera. Ci sono ancora pochi spazi per la socialità. Tv, refettorio ci sono già, ma il giardinetto è da ripulire, altri spazi sono da allestire. I progetti però ci sono - prosegue Corleone, che ha parlato con il direttore Alberto Sbrana -, il programma è abbastanza ricco: dal cineforum alla lettura di giornali e libri, fino all'uscita dalla struttura per lo svolgimento di lavori sociali».
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