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La magia del passato rivive grazie a centinaia di figuranti
BUTI. È San Nicolao a vincere la sfilata storica del Palio di Buti, mentre il secondo posto va a San Michele. I giudici della commissione istituita dal Seggio di Sant'Antonio hanno scelto il tema...
BUTI. È San Nicolao a vincere la sfilata storica del Palio di Buti, mentre il secondo posto va a San Michele. I giudici della commissione istituita dal Seggio di Sant'Antonio hanno scelto il tema messo in scena dai figuranti della contrada bianconera: “La famiglia Banti e il mestiere del fabbro”.
Una sfilata scivolata via in un clima di festa e spensieratezza. Nessuno poteva immaginare il tragico epilogo della giornata con la morte del cavallo della contrada di San Rocco.
La rappresentazione curata dalle responsabili della sfilata di San Nicolao, Barbara Maffei, Silvia Matteucci, Catia Leporini, Elisa Bracaloni e Melania Paoli, è stata premiata per l'accuratezza della ricostruzione storica e l'originalità dei costumi. Nella sfilata storica, che partendo da via Rio Magno si snoda per le strade del paese per terminare davanti alla pieve di San Giovanni Battista, ogni contrada aveva l'incarico di rievocare una famiglia e un mestiere caratteristici del proprio rione, ambientando l'episodio nel XIX secolo. San Nicolao ha scelto di rappresentare la famiglia Banti, e in particolare la figura di Giuseppe Banti, che a inizio '800 progettò la costruzione del teatro Francesco Di Bartolo e divenne poi presidente dell'Accademia dei Riuniti, grazie alla quale, il 14 ottobre 1843, venne inaugurato il teatro che si trova ancora oggi in via Fratelli Disperati. Nell'altro filone, quello relativo ai mestieri, San Nicolao ha messo in scena l'attività dei fabbri che nell'800 lavoravano nelle botteghe di Buti, e in particolare nella zona che oggi è chiamata “Puntaccolle”.
I giudici e il pubblico hanno apprezzato anche il tema messo in scena da San Michele, che ha ottenuto il secondo posto. La contrada rossoverde ha ripercorso la storia di Antonio Bracci, fiorentino di nobili origini che si stabilì a Buti avviando un'importante produzione olearia. La scena rievocata è proprio l'offerta in olio presentata dalla famiglia Bracci in onore di Sant'Antonio Abate nel 1805, anno in cui è testimoniata l'esistenza di una festa celebrata in onore del santo protettore degli animali domestici a Buti. San Michele ha collegato la rappresentazione ai mestieri di contadino e olivicoltore.
Tra le altre contrade, Ascensione ha rievocato uno scorcio di vita del poeta Pietro Frediani, mentre La Croce ha celebrato l'arrivo di Garibaldi a Buti il 12 luglio 1867 nell'osteria di Michele Giusti detto “Ghelle”. Pievania ha ricordato la famiglia di Jacopo Antonio Danielli, San Francesco i barrocciai della famiglia Belloni e San Rocco la famiglia Tonini, che dà il nome al castello di Buti.
Lorenzo Lazzerini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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