Italia
Terrorismo, volontari toscani del Movimento Shalom nell'inferno del Burkina Faso
San Miniato, la delegazione guidata da don Andrea Cristiani costretta a rinviare la partenza per l'Italia a causa di un attentato terroristico: "Fortunatamente stanno tutti bene"
SAN MINIATO. Un gruppo di una ventina di volontari del Movimento Shalom di San Miniato nell'inferno del Burkina Faso, dove si è verificato un attentato terroristico con almeno venti morti. A Ouagadougou, capitale del paese africano dove il Movimento Shalom opera da molti anni, un commando di almeno tre uomini armati ha preso d'assalto l'hotel Splendid e il caffè-ristorante "Le Cappuccino". L'attacco è scattato con l'esplosione di due autobomba. L'albergo ospita solitamente molti clienti occidentali ed è frequentato in particolare da personale dell'Onu. Le vittime secondo il direttore dell'ospedale sarebbero almeno 20.
Da quanto emerge anche dalla pagina Facebook del movimento, la delegazione toscana - di cui fanno parte anche vari professionisti da più città della Toscana (qui l'elenco) - sta bene. La delegazione, tuttavia, è stata costretta a rinviare la partenza per l'Italia. I volontari del movimento fondato da don Andrea Cristiani, partiti per una missione in Burkina Faso lo scorso 5 gennaio, si trovavano già in aeroporto quando hanno dovuto tornare in albergo: lo scalo è stato a lungo chiuso.
Nel pomeriggio del 16 gennaio il gruppo è tornato in aeroporto: l'obiettivo è imbarcarsi su un aereo di Air France.
LA MISSIONE DEL MOVIMENTO
Il Movimento Shalom, come di consueto in questo periodo, promuove viaggi umanitari nel Burkina Faso. Anche quest’anno - spiegano dall'associazione - ne hanno preso parte, in gennaio, 19 persone. Di queste, un gruppo di 6, guidato da don Andrea Cristiani, sarebbe dovuto rientrare proprio ieri sera con il volo Air France delle 23.30. Della delegazione fa parte anche Roberto Rodriguez, vescovo argentino e presidente onorario del Movimento Shalom, amico personale di papa Francesco. “Proprio sabato - ha dichiarato don Andrea Cristiani, raggiunto telefonicamente - abbiamo fatto, presso la nostra Università IPS di Ouagadougou, un incontro con i docenti e gli studenti, molti dei quali di religione musulmana. Abbiamo parlato di terrorismo e posso testimoniare che in questo popolo non ci sono deviazioni fondamentaliste. Certamente i terroristi vengono da “fuori”, il popolo e gli stessi musulmani, che rappresentano quasi il 50% della popolazione burkinabè non sono fondamentalisti e non vogliono il terrorismo”.
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Il Movimento è in contatto con la Farnesina e con la Regione Toscana, che stanno seguendo la situazione con molta attenzione. “Il nostro Movimento ha radici profonde in Burkina - ha continuato don Andrea nella telefonata – lì abbiamo un nutrito gruppo di Shalom, così ci sentiamo protetti. Ieri abbiamo raggiunto comunque l’aeroporto passando da strade secondarie, ma non è stato possibile partire poiché i voli sono stati sospesi. Siamo dunque rientrati al nostro centro Laafi Roogo, che significa casa della pace, dove stiamo attendendo notizie sul da farsi. Intanto insieme al vescovo Rodriguez faremo una Santa Messa e un momento di preghiera interreligiosa per le vittime degli attentati”.
Le parole di Don Andrea da #Ouagadougou dove si è appena svolto un attacco terroristico.
Posted by Movimento Shalom Onlus on Sabato 16 gennaio 2016
Del gruppo Shalom hanno deciso invece di restare in Burkina 7 persone che si occupano della produzione di biodiesel e di una fabbrica di sapone che l'associazione ha nel paese africano
VIDEO La paura in strada durante l'attentato
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PERIGNANO: STOP AL VIAGGIO
Sempre sul fronte del volontariato toscano, l'associazione Bhalobasa di Perignano, che fa riferimento a don Armando Zappolini, ha annullato il viaggio in Burkina Faso. "Il gruppo di volontari in partenza il 16 gennaio - scrive l'associazione - ha dovuto rinunciare, con enorme dispiacere, al viaggio in Burkina. Abbiamo contattato l’Unità di crisi della Farnesina che ha raccomandato di non partire, dando come riferimenti nella zona l’Ambasciata d’Italia in Costa D’Avorio. Siamo davvero molto preoccupati e addolorati per il Burkina così ferito, quando aveva appena ritrovato serenità e stabilità, dopo le elezioni e sotto la guida di un nuovo presidente. E siamo ancora più vicini ai nostri referenti e ai nostri amici burkinabè."
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