Il Tirreno

Pontedera

degrado

L'oratorio in stato d'abbandono è già costato 330mila euro

Tommaso Silvi
La porta dell'oratorio di San Giuseppe chiusa con un lucchetto (foto di Franco Silvi)
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La porta dell'oratorio di San Giuseppe chiusa con un lucchetto (foto di Franco Silvi)

Chiusa con un lucchetto la porta d'accesso alla struttura diventata un rifugio per balordi e drogati

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PONTEDERA. «Come è noto, abbiamo sempre avuto a cuore l'arte e la bellezza, anche quando altri ci criticavano pesantemente per questa scelta. Si finge però di dimenticare l'epoca storica in cui si discuteva di tutto ciò: questo infatti accadeva circa dieci anni addietro, quando anche le finanze pubbliche permettevano queste operazioni. Si viveva cioè in un “mondo” completamente diverso da quello in cui viviamo oggi; non tenerne di conto non è intellettualmente onesto. Il Comune poteva investire dieci milioni di lavori pubblici l'anno e poteva quindi legittimamente pensare di intervenire per portare a termine anche questo recupero».
Il sindaco Simone Millozzi risponde così al reportage del “Tirreno” pubblicato mercoledì 13 gennaio per raccontare le condizioni a dir poco indecorose dell'oratorio di San Giuseppe, ex struttura religiosa posta sulla salita del ponte napoleonico e costruita nel 1680.

IL COMMENTO di Sergio Braccini  SE LA TOPPA E' PEGGIO DEL BUCO   
 
Oggi l'edificio è un tappeto di sporcizia, con tanto di lattine di birra e indumenti abbandonati al suo interno. La porta d'ingresso, chiusa con un lucchetto solo ieri, dopo la pubblicazione del nostro articolo, è composta da due tavole di legno sgangherate. Le stanze del piccolo complesso, totalmente privo di tetto, hanno fatto per molto tempo da rifugio per sbandati. Eppure in passato, quando, come scrive nella nota Millozzi, «il Comune poteva investire dieci milioni in opere pubbliche», l'amministrazione aveva dichiarato l’intenzione di far sorgere nell’oratorio del San Giuseppe l'ufficio turistico di Pontedera, oppure un centro culturale. Idee - però, come spesso avviene - mai trasformate in fatti concreti.
 
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Di certo, invece, c'è la spesa di centoventimila euro per l'acquisto dell'immobile, sborsata dalle casse di Palazzo Stefanelli, insieme alla cifra, quasi doppia, di duecentodiecimila euro per una non meglio precisata «messa in sicurezza», unita a una altrettanto vaga, ma di sicuro costosa, «sanificazione», da intendersi, immaginiamo, come un’opera di bonifica anche questa ben lungi dall'essere evidente allo sguardo di tutti coloro che, fino a ieri, potevano sbirciare all'interno dell'oratorio. Viene da chiedersi, prendendo atto del comunicato del Comune indirizzato alla nostra redazione, perché, in tempi di “vacche grasse”, non siano stati utilizzati i fondi comunali per portare a una nuova destinazione d’uso lo stabile, non un capolavoro dell’architettura mondiale ma pur sempre una testimonianza della Pontedera che fu. Osservando l’altare posto dentro la prima stanza che si snoda sull'ala sinistra della struttura, completamente ricoperto da liquami e oggetti di ogni tipo (ci sono persino uno stivale e un kit per il confezionamento di spinelli) viene difficile pensare, nonostante sia tristemente realtà, che l'oratorio del San Giuseppe, sia già costato, finora, trecentotrentamila euro di soldi pubblici. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
 

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