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Un tavolo regionale contro l’emorragia di posti di lavoro

Un tavolo regionale contro l’emorragia di posti di lavoro

PONTEDERA. Un tavolo istituzionale per fermare la perdita di posti di lavoro nelle province di Pisa e Livorno. A lanciare la proposta è Benedetto Benedetti, segretario della Uilm Pisa, che così...

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PONTEDERA. Un tavolo istituzionale per fermare la perdita di posti di lavoro nelle province di Pisa e Livorno. A lanciare la proposta è Benedetto Benedetti, segretario della Uilm Pisa, che così interviene nel dibattito sul settore della meccanica, e più in particolare dell'automotive (produzione di veicoli) innescato da una ricerca del Cnr.

«Leggendo in questi giorni le dichiarazioni prima del sindaco di Livorno Nogarin e in secondo momento del sindaco di Pontedera Millozzi, riguardo uno studio effettuato dal Cnr che evidenzia come tra Pontedera e Livorno ci siano delle affinità nel campo di automotive - scrive il segretario - ritengo che sia molto importante, da subito, senza perdere ulteriore tempo, perché di tempo ne abbiamo perso già troppo, istituire un tavolo composto da istituzioni locali, politica regionale, aziende e sindacato, il cui obiettivo comune deve essere quello di fermare questa inarrestabile perdita di molti posti di lavoro, che ha colpito le due provincie in questi anni».

Benedetti insiste sulla necessità di riportare il lavoro e ridare un futuro a territori storici con delle competenze importanti nel settore metalmeccanico: «Penso - aggiunge il leader della Uilm - che per riuscire a fare tutto questo la politica debba mettere da parte i colori di provenienza, e che i sindacati e le aziende, in un momento di difficoltà come questo, debbano riuscire a fare sinergia senza rancori per il bene dei lavoratori».

Il segretario della Uilm coglie l’occasione anche per replicare al segretario della Fiom, Marco Comparini: «Nei giorni scorsi ho letto sul “Tirreno” alcune critiche fatte dal segretario provinciale della Fiom nei confronti della Uilm e della Fim in merito alla raccolta firme per avere un tavolo regionale ed arrivare ad un accordo di programma contro la grave crisi industriale e occupazionale che da molti anni ormai riguarda l'interno territorio della nostra provincia. Le questioni che Comparini ha messo sul tavolo sono argomenti che da molto tempo il sindacato sta affrontando nelle sui riunioni e con i lavoratori in tutte le assemblee. A Comparini ricordo questi cinque punti. Primo: una vertenza va fatta quando vi sono condizioni! Purtroppo ad oggi la situazione è di recessione, aziende che dimezzano la produzione, chiudono o abbandonano il nostro territorio. Secondo: per quanto necessita un confronto più approfondito, da circa un anno ci stiamo confrontando con una segreteria unitaria, un consiglio di fabbrica della Rsu Piaggio, un attivo delle Rsu dell'indotto. Forse non hanno informato Comparini? Terzo punto: siamo stati in Regione tre volte, ma non abbiamo avuto risposta! Quarto: abbiamo fatto accordi per tutelare al meglio i lavoratori e impegnare le aziende ad investire sul territorio. Credo che abbiamo fatto il massimo con gli ammortizzatori sociali che avevamo e che oggi il governo ha tagliato. Quinto e ultimo punto: forse il segretario della Fiom non ha letto i comunicati della Rsu Fiom Piaggio in cui si dava del servo dell'azienda alla Uilm e alla Fim. Non credo che con questi metodi si possa fare un’unità sindacale per difendere gli interessi dei lavoratori e del nostro territorio, che è stato dimenticato da politica e istituzioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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