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Rubati gli impianti a Radio Bruno
Furto sul Monte Serra, black out per alcune ore. Il danno supera i 40mila euro
BUTI. Hanno agito a colpo sicuro, sapendo come e cosa cercare, e tralasciando accuratamente altre attrezzature a portata di mano, ugualmente preziose, di proprietà di altre emittenti. È un furto anomalo quello che ha colpito i ripetitori di Radio Bruno Toscana sul Monte Serra, tanto che l’editore del network emiliano, Gianni Prandi, parla senza mezzi termini di «un colpo mirato, quasi un dispetto». Un dispetto certamente costoso per la nota radio con sede a Ponte a Egola, visto che il danno stimato ammonta ad almeno 40mila euro.
Il fatto risale alla serata di martedì, per l’esattezza alle 21,11, quando le trasmissioni di Radio Bruno Toscana si sono interrotte, lasciando “al buio”, fino alle 14 del giorno dopo, una buona fetta dell’area centrale e costiera della regione. Immediato l’intervento del tecnico, salito sul Serra convinto di trovarsi di fronte a un guasto. In realtà qualcuno si era introdotto all’interno della stazione in cemento di proprietà di Radio Bruno, forzando il cancello e la porta di ingresso in ferro, per poi arraffare il trasmettitore e tutto l’apparato per la diffusione del segnale verso gli altri impianti della regione. Il tutto senza toccare le attrezzature di altre emittenti ospitate nella stessa stazione.
Quello del Monte Serra, del resto, è l’impianto di trasmissione più importante per le frequenze toscane della radio che, dalla scorsa estate, ha aggiunto agli studi di Ponte a Egola una seconda sede a Firenze, divenendo anche radio ufficiale della Fiorentina. Una corsa contro il tempo, quindi, per sostituire le attrezzature e far ripartire le trasmissioni prima del fischio d’inizio della partita dei viola: alle 14 di mercoledì, infatti, la radio ha ripreso regolarmente a trasmettere. «Proprio a settembre avevamo rinnovato parte delle attrezzature per garantire un suono più forte e più pulito - ricorda Marilena Bolognesi, socia dell’emittente e responsabile di Radio Bruno Toscana insieme al fratello Maurizio - Si trattava, quindi, di apparecchiature nuove e particolarmente costose. Per fortuna, nella nostra sede centrale in Emilia abbiamo attrezzature di ricambio. Siamo andati a prenderle e alle 8 di mattina eravamo già sul Serra per montarle».
Un furto inedito, ad ogni modo, nella storia della radio (la ex Radio Quattro), tanto che la stazione del Serra era fino oggi sprovvista di sistemi di sicurezza. «Adesso stiamo valutando un sistema di allarme e di videosorveglianza - dice Bolognesi - Intanto terremo sul posto una guardia giurata».
Giacomo Pelfer
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