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«Mi hanno aggredito» Ma era tutto inventato

«Mi hanno aggredito» Ma era tutto inventato

Vigilante nei guai, il suo racconto “smontato” dai carabinieri

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PECCIOLI. «Sono stato aggredito da uno sconosciuto che era armato di coltello». È cominciata così la telefonata al 112 con cui un vigilante ha chiesto aiuto dopo una presunta aggressione avvenuta, durante la notte, nella zona industriale di Peccioli. Presunta rapina, dicevamo. Perché dopo alcune ore i carabinieri sono arrivati a concludere che le cose erano andate molto diversamente da quanto la guardia aveva raccontato. Tanto che l’uomo è stato indagato in stato di libertà per simulazione di reato. Resta da capire la vera ragione, cioè il movente, di tutta la messa in scena che ha tenuto impegnati i carabinieri e un istituto di vigilanza privata.

La guardia, che stava effettuando un servizio di vigilanza senza armi, per conto di un’azienda di servizi di Prato, ha denunciato di avere subìto una rapina, durante l’orario di lavoro. Un racconto, quello dell’uomo, piuttosto articolato ma con tanti particolari che fin dal primo momento non hanno convinto i militari della compagnia di San Miniato che sono intervenuti a Peccioli, nel luogo indicato dal metronotte. Quando i carabinieri sono intervenuti la sedicente vittima dell’aggressione, un esperto di arti marziali, ricordava alla perfezione - così sosteneva - il faccia a faccia con il misterioso aggressore.

Un uomo, sempre stando alla prima versione del fatto, che era armato di coltello.

«L’ho disarmato, è rimasto ferito», ha continuato nella prima versione fornita ai carabinieri. Ma nella zona dell’aggressione non è stata trovata traccia del coltello, che doveva essere volato via nella colluttazione. Non sono state trovate neppure macchie di sangue. Strada facendo, i carabinieri si sono fatti un’idea molto diversa da quella iniziale. E dopo avere risposto a una raffica di domande anche il vigilante ha cominciato a vacillare rispetto alle certezze iniziali. Fino ad arrivare ad ammettere che le cose non stavano come le aveva raccontate, tanto che da vittima di un’aggressione a scopo di rapina si è trasformato in persona indagata.

Gli inquirenti non sono entrati nel dettaglio delle motivazioni che avrebbero indotto il vigilante a combinare questo guaio.

Dai primi elementi messi insieme dai militari, stando a quanto si è appreso, risulta che l’uomo volesse in qualche modo attirare l’attenzione su di sé da parte del datore di lavoro al quale in questi giorni avrebbe chiesto un aiuto economico senza riceverlo. O comunque senza averlo nella misura in cui la guardia si aspettava.

Sull’episodio, anche se la notizia di reato è già stata trasmessa alla Procura della Repubblica di Pisa, sono in corso ulteriori indagini. Non è escluso che il dipendente possa ora andare incontro anche a problemi sul posto di lavoro, visto che l’azienda di Prato è stata informata di quanto accaduto nella notte a Peccioli.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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