Il presidio
Futuro incerto per dieci lavoratori della forestazione
Dovrebbero essere presi in carico dall’Unione montana ma il disaccordo tra gli enti rischia di lasciarli senza lavoro
POMARANCE. Futuro incerto per dieci operai addetti al settore forestazione, attualmente impiegati nei territori dell’area pisana e che dovrebbero essere presi in carico dall’Unione Montana della Valdicecina per via del passaggio della delega della Forestazione dalle Province alle Unioni dei Comuni. Gli enti stanno discutendo sulla copertura degli stipendi dei lavoratori, il cui futuro resta in bilico.
La Regione ha stanziato 24.500 euro per ciascun operaio. Mancherebbero altri 6mila euro a testa ed è su questo aspetto che Comuni e Regione si stanno confrontando.
Con la delibera del 29 dicembre, l’Unione Montana Alta Valdicecina rinvia «l'adozione di qualsivoglia atto inerente il trasferimento delle dieci unità di personale forestale e lo svolgimento sull'ambito provinciale extra territorio dell' Unione Alta Val di Cecina della funzione Forestazione in attesa del perfezionamento degli accordi con la Provincia di Pisa e con il Consorzio di Bonifica Basso Val d'Arno, in modo da assicurare la piena copertura finanziaria delle spese del personale forestale ed oneri accessori».
Risorse finanziarie insufficienti, quindi. E un dialogo complicato con la Regione che avrebbe dislocato in maniera mirata i tecnici in aree strategiche, lasciando però gli operai in carico all’Unione montana senza dare la completa copertura economica. Una faccenda spinosa e complessa. Sulla quale si sta lavorando per giungere ad un accordo e salvaguardare il posto di lavoro di dieci persone, le quali per altro non godono di un contratto del pubblico impiego ma sono assunte con un contratto di tipo privatistico, pur lavorando per enti pubblici. E che, in caso di mancato accordo, non avrebbero diritto neppure agli ammortizzatori sociali.
Gianni Bianchi
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