Rinviata la centrale unica del 118 Bisognerà aspettare un anno
Doveva essere accorpata con quella di Livorno e avrebbe dovuto essere costruita una sede nuova Ma l’operazione procede molto a rilento, anche se la scelta di razionalizzare il sistema è confermata
PONTEDERA. L’anno nuovo è cominciato e la centrale 118 di Pisa per le emergenze sanitarie è rimasta saldamente al suo posto. Non che agli operatori siano stati fugati tutti i dubbi sul loro futuro occupazionale. Questo vale anche per medici e infermieri ai quali sono state fornite almeno finora ben poche informazioni. È certo però che l’accorpamento della centrale operativa pisana con quella di Livorno non partirà a breve e neppure nella data inizialmente prevista, cioè con l’anno 2016. I lavori per realizzare la nuova centrale allargata a due province vanno a rilento. Potrebbero essere necessari altri sei mesi ma anche un anno. Chi può dirlo? E questo rende ancora più difficile da comprendere la decisione presa dalla Regione Toscana quando ha riformato la geografia delle aziende sanitarie locali e si è cominciato così a dire che l’ospedale Lotti di Pontedera avrebbe perso la centrale del 118, nata in Valdera contro ogni previsione e vincendo le resistenze di chi avrebbe voluto il 118 non in una sede decentrata ma a Pisa. Se altre realtà, una tra tutte Empoli con Pistoia, da mesi lavorano in maniera accorpata, il matrimonio tra il sistema dell’emergenza sanitaria pisano e quello labronico tarda a concretizzarsi. E già all’inizio i tempi di realizzazione erano la vera scommessa.
C'è un accordo, firmato in Regione, secondo il quale la centrale di Pisa doveva essere accorpata con quella di Livorno, a partire dal primo gennaio 2016. Se i lavori della nuova centrale vanno a rilento, della formazione per il personale in vista della nuova “centralona” neppure si parla. E la questione riguarda i medici e gli infermieri, gli operatori della Croce Rossa e di Esculapio. Finora il destino dei dipendenti di questo servizio, in particolare degli operatori della centrale che provengono dalle associazioni di volontariato, non è stato preso in considerazione. Ma prima o poi anche questi aspetti dovranno essere messi tra le priorità che la nuova Asl dovrà affrontare. Quando la centrale chiuderà, ci sarà un esubero di alcuni infermieri. Forse l’azienda deciderà di impiegarli nei servizi sul territorio, come succede in tutti i 118 della Toscana.
A luglio scorso, vale la pena ricordarlo, la giunta regionale ha infatti approvato il piano di riorganizzazione delle centrali operative del 118, che entro la fine del 2014 le porterà dalle attuali 12 a 6, una fase transitoria perché l'obiettivo è quello di arrivare a 3 centrali operative per l'intera regione. Probabilmente nemmeno questo step sarà raggiunto nei tempi previsti.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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