Casa delle associazioni ma solo per pochi
CASCINA. «Il Comune di Cascina, per clamorosi errori di valutazione e previsione della questione abitativa fatti dalle precedenti giunte, oggi si trova in una disperata situazione di emergenza casa...
CASCINA. «Il Comune di Cascina, per clamorosi errori di valutazione e previsione della questione abitativa fatti dalle precedenti giunte, oggi si trova in una disperata situazione di emergenza casa riassumibile in questi pochi numeri: circa 1.000 alloggi privati sfitti e utilizzabili dei 17.975 alloggi censiti nel 2011 nel vasto territorio comunale».
Comincia così l’Unione inquilini di Pisa in una nota a firma di Virgilio Barachini. Ci sono poi 258 famiglie che nel 2015 hanno fatto domanda di un sussidio al Comune per riuscire a pagare l'affitto; 287 alloggi popolari (tutti occupati) di proprietà del Comune per circa 44.000 abitanti, contro i 2.836 alloggi di Erp del Comune di Pisa, che ha solo il doppio di abitanti di Cascina, e gli 800 alloggi popolari del Comune di Pontedera, che ha 28.000 residenti. 362 famiglie in graduatoria definitiva Bando ERP 2014, di cui 47 con sfratto esecutivo. E nessuna nuova costruzione o acquisto di altri alloggi popolari prevista. «Al Comune veniva offerta l'occasione di avere la collaborazione gratuita della maggiore e storica associazione di volontariato della Toscana, operativa nel settore abitativo pubblico dal 1975, per cercare almeno di contenere il precipitare della situazione abitativa con l'attuazione dei progetti proposti; ma i burocrati membri della commissione esaminatrice delle domande delle associazioni che hanno fatto richiesta di uno spazio nel Palazzo Bulleri come "Casa delle Associazioni", hanno escluso 5 delle 12 Associazioni richiedenti uno dei 12 locali disponibili».
Tra le associazioni di volontariato escluse c'è anche l'Unione Inquilini di Pisa, dal 2000 con propria sede a San Frediano. Per poter escludere l'Unione Inquilini di Pisa i suoi burocrati sono ricorsi «alle più assurde giustificazioni, quale essere l'Unione Inquilini di Pisa "un'articolazione di un'organizzazione sindacale" (evidentemente ignorando cosa è in realtà un sindacato!), "di presentare progetti che non rientrano nell'ambito del principio di sussidiarietà di cui all'art. 118 della Costituzione" e "di volere attuare attività di sportello che contrasta con la destinazione prevista per gli spazi di sede non aperta al pubblico"».
Così cinque locali del Palazzo Bulleri restano vuoti e sette dovrebbero essere utilizzati soltanto come punti di riferimento interni, senza contatto col pubblico, per qualche ora ogni settimana.
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