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«Forza amico preghiamo tutti per riaverti qui»
Dagli studenti del Professionale messaggi dedicati al ragazzino finito sotto un autobus
PONTEDERA. Lotta per la vita lo studente di 14 anni travolto da un autobus lunedì all’uscita della scuola. Lo studente è in rianimazione all’ospedale di Cisanello. Ha subìto più interventi chirurgici, uno anche la scorsa notte, ma le sue condizioni restano disperate.
«È una certezza, questo sguardo, questa grinta e la tua voglia di fare la rivedrò... eccome la rivedrò, costi quel che costi! Non meriti tutto questo, proprio no», scrive il fratello dopo avere pubblicato su Facebook una foto del quattordicenne, in sella a una bicicletta. La speranza di tutti, dalla famiglia agli amici, è che la vivacità e l’esuberanza dello studente possano aiutarlo a superare questo terribile momento.
Un dolore troppo grande per gli amici, i compagni di scuola. Ieri mattina all’Istituto professionale era in programma una partita tra gli studenti della scuola frequentata dal 14enne rimasto coinvolto nell’incidente sul piazzale dello stadio “Ettore Mannucci”. La partita è stata annullata e alle 9.30 tutto l’istituto si è fermato per un minuto di riflessione dedicato all’amico che sta combattendo la difficile battaglia per non andarsene a soli 14 anni.
La dirigente scolastica, Maria Giovanna Missaggia, ha inviato una circolare agli insegnanti chiedendo un minuto di riflessione dedicato al ragazzo «che sta lottando per la vita».
«Non c’è molto da dire, purtroppo – risponde la dirigente quando chiediamo se la scuola è al corrente dei comportamenti degli studenti quando attendono l’autobus - Noi abbiamo fatto molte riunioni anche in Comune. Ma questo non è il momento di parlare».
I compagni dello studente ammettono che tutti i giorni, ed è così da anni, alla fine delle lezioni c’è una sorta di caccia al posto sul bus che li riporta a casa. Ma non è solo per un problema di posti che mancano, sebbene ci sia anche questa difficoltà su alcune linee. È l’abitudine a voler salire per primi, per prendere i posti centrali o riservare lo spazio a una ragazza o all’amico. Un’abitudine consolidata nel tempo che oggi rischia di costare un prezzo troppo caro.
«L’organizzazione davanti al parcheggio dello stadio in effetti andrebbe rivista – osserva Renato Lemmi, vicepreside del Professionale – Credo che almeno duemila ragazzi utilizzino il bus per andare a casa. Fare appello al senso di responsabilità degli studenti si può, ma non è detto che abbia effetto. Probabilmente andrebbe creato un po’ di ordine davanti alle fermate utilizzando personale che controlla. Credo che potrebbe essere una strada percorribile».
Servizi in borghese, anche con i volontari che collaborano con la polizia locale, sono stati svolti nelle scorse settimane. Ma non pare che i volontari siano stati accolti nel migliore di modi.
«I ragazzi hanno l’abitudine di correre dietro ai bus per andare a prendere i posti migliori – dice il comandante della polizia municipale, Michele Stefanelli – nel caso del bus diretto a Ponsacco i posti sono più che sufficienti. I ragazzi, però, hanno questa abitudine. Abbiamo inviato alcuni volontari per svolgere un’azione educativa, ma sono stati accolti in malo modo».
Le scuole potranno fare la loro parte e sensibilizzare gli studenti sui rischi che certi comportamenti possono avere. Esattamente come è successo a Cascina dopo che una studentessa che attraversava sui binari è stata travolta e uccisa dal treno.
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