Il presidio
In 150 al Maschio per la serata natalizia delle Cene galeotte
A marzo il progetto con i detenuti del carcere di Volterra compie dieci anni. Oltre tredicimila le presenze a tavola
VOLTERRA. Decorazioni rosse con stelline e fiocchi. Il pungitopo e i cappelli colorati di Babbo Natale. La sala, allestita per 150 persone, è dietro le sbarre del carcere di Volterra. Ma una volta varcato il cancello e superati i controlli, quasi non te ne rendi conto. L’atmosfera e l’entusiamo sono quelli di una cena tra amici. Però l’evento è speciale: non solo perché in cucina, ad affiancare i ragazzi reclusi nel Maschio, c’è una chef stellata, Silvia Baracchi, anima culinaria del Relais & Chateaux Il Falconiere a Cortona. È anche la serata di inizio della nuova stagione delle Cene galeotte che l’anno prossimo, a marzo, festeggiano il decimo compleanno. Quasi 150 le persone che hanno deciso di condividere il progetto delle Cene galeotte, il cui ricavato è stato interamente devoluto all'Emporio della Solidarietà di Prato. Nel salone, allestito nella cappella dell’istituto, anche il sindaco, Marco Buselli, amministratori del Comune di Prato e della Caritas pratese (è intervenuto Marcello Turrini), oltre alla dottoressa Maria Grazia Giampiccolo, direttrice del carcere e anima di tante iniziative che hanno fatto della casa di reclusione un modello nel contesto nazionale, la comandante delle guardie penitenziarie Morgana Fantozzi, il questore di Pisa, Alberto Francini, e rappresentanti di polizia e carabinieri di Volterra.
Sono numeri interessanti quelli dell’iniziativa, che è servita a portare nel carcere un corso dell’istituto professionale alberghiero, aperto al territorio e frequentato dai ragazzi di Volterra e dei centri vicini. Un esempio unico nel nostro Paese. E ha aiutato anche a dare lavoro nei ristoranti cittadini ad alcuni detenuti.
La passata edizione è stata seguita da oltre 1.200 partecipanti e sono più di 13.000 i visitatori a far data dalla prima edizione nel 2005, sono stati raccolti oltre 100mila euro, come ha ricordato con orgoglio la dottoressa Giampiccolo. Il tutto con la supervisione artistica del giornalista enogastronomo Leonardo Romanelli, il quale ha il compito di contattare gli chef da coinvolgere nelle serate. L’incasso sostiene progetti umanitari della “Fondazione il Cuore si scioglie onlus”, secondo il modello di volontariato laico e cattolico che impegna dal 2000 Unicoop Firenze. Ha collaborato la Fisar-Delegazione storica di Volterra quale partner nel progetto.
I detenuti che partecipano al progetto hanno una preparazione che li qualificherà come sommelier professionisti. «Dobbiamo premiare le buone pratiche senza stare sempre a guardare i numeri – ha detto il sindaco Buselli - e questa esperienza ha un valore che supera i confini del nostro territorio».
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