Un seminario per promuovere il made in Italy
LAJATICO. Sfidare le insidie del tanto discusso marchio "made in Italy", che a oggi purtroppo ha perduto l'animus per cui era nato. Certificare il processo produttivo e comunicare a tutti i...
LAJATICO. Sfidare le insidie del tanto discusso marchio "made in Italy", che a oggi purtroppo ha perduto l'animus per cui era nato. Certificare il processo produttivo e comunicare a tutti i consumatori e ai clienti finali di ogni azienda (sia essa turistica che agroalimentare o enologica) che in ogni singola fase di lavorazione sono stati usati elementi prodotti in Italia. Questo l'obbiettivo che Conflavoro persegue presentando a tutti gli imprenditori o titolari di attività il marchio unico nazionale ovvero "Certificazione volontaria di conformità d'origine e tipicità italiana".
Dunque pensando al nostro territorio, specie quello dell'Alta Valdera, la Conflavoro provinciale organizza per domani pomeriggio nel teatro comunale di Lajatico un seminario sul marchio unico nazionale, che inizierà alle 16,30. Nell’occasione verrà illustrata anche la collaborazione fra Conflavoro e Monte dei Paschi di Siena, che ha stanziato cento milioni di euro per le aziende che intraprenderanno la certificazione del vero made in Italy.
Interveranno: il presidente nazionale Conflavoro Pmi Roberto Capobianco; Salvatore Centola, presidente provinciale Conflavoro Pmi Pisa; Steve Hammoud, direttore territoriale mercato Pisa Mps; Alessio Barbafieri, sindaco di Lajatico; Chiara Menichetti, consulente esperta del territorio; Gregorio Bertini, sanità pubblica veterinaria dell'Asl 5; e Roberto Lenzi ,Studio RM.
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