«Terrò le porte aperte, soprattutto agli ultimi»
Aprire le porte delle chiese, come chiede Papa Francesco, rendere possibile l'accesso a tutti. L'impegno a tenere, nella diocesi di San Miniato, le porte aperte a tutti, «soprattutto agli ultimi». È...
Aprire le porte delle chiese, come chiede Papa Francesco, rendere possibile l'accesso a tutti. L'impegno a tenere, nella diocesi di San Miniato, le porte aperte a tutti, «soprattutto agli ultimi». È questa l'immagine scelta dal neo vescovo Andrea Migliavacca nel saluto di ieri. Il prelato ha ricordato le porte aperte a Binasco, in oratorio, in parrocchia, dove «sono maturate la fede e la scoperta di sperimentarsi nel dono e l'avventura dell'amicizia», quella del sacerdozio aperta da Giovanni Volta, vescovo di Pavia. «Lo ricordo con gratitudine - ha detto don Andrea - Don Adriano, don Bruno, don Luigi e don Daniele hanno accompagnato i miei passi per diventare prete. Da loro ho imparato chi è il prete e come può rispondere alla chiamata per servire i fratelli». Ha ricordato il seminario a Roma, l'Università Gregoriana e la parrocchia Gesù Divin Maestro, il gruppo scout Roma 122. Ha ringraziato tutti i preti di Pavia e i ragazzi «della pastorale giovanile, gli amici scout del Pavia 2 e del Pavia 1, l'Azione cattolica, la gente di San Genesio, i colleghi canonisti», il tribunale ecclesiastico a Milano. La porta del seminario di Pavia "aperta per tutti": «Questo - ha detto - ha arricchito la comunità, rendendo il nostro chiostro una seconda casa per tanti». E ancora il grazie al vescovo emerito Giudici: «Una porta aperta, la porta del cuore, quella del vescovo Giovanni che presiede questa liturgia. A lui va profonda gratitudine». Alla diocesi di San Miniato ha indirizzato un saluto: «Quando arriverò, aprirò la porta santa. Simbolicamente sarà anche il segno di un cammino che intraprendo con fiducia e gratitudine».
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