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in ballo 40 posti di lavoro

Ex Salina, allarme per il mancato piano industriale

Ex Salina, allarme per il mancato piano industriale

SALINE DI VOLTERRA. È allarme per il ritardo della presentazione del piano industriale da parte della proprietà di Locatelli Saline, la ex Salina di Stato per intenderci. Nell’incontro del 13...

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SALINE DI VOLTERRA. È allarme per il ritardo della presentazione del piano industriale da parte della proprietà di Locatelli Saline, la ex Salina di Stato per intenderci. Nell’incontro del 13 novembre in Regione, istituzioni e sindacati tornarono a casa con la promessa che entro venti giorni avrebbero conosciuto le intenzioni dell’azienda. Ma per ora non sono arrivate comunicazioni in merito. E le preoccupazioni per le sorti dei 40 dipendenti aumentano.

«È inutile negare la situazione - dice il sindaco di Volterra, Marco Buselli - Pensavamo che a questo punto avremmo avuto il piano industriale della Locatelli Saline. Ma non ci è ancora stato detto niente e la preoccupazione è concreta. Specialmente pensando ai dipendenti e a quello che potrebbe succedere loro se dovesse fallire questo tentativo di rimettere in piedi la situazione».

Il maggior problema della società è di natura finanziaria. Ci sarebbero almeno due milioni di euro di debiti per il consumo di energia nei confronti di Eni ed Enel (1,2 milioni per la prima, 780mila euro per la seconda). Su questo fronte sarebbe in corso da tempo una trattativa con i due colossi dell’energia, con la Regione a gestire l’eventuale accordo. Si tratta di uno dei nodi principali per il futuro dell’azienda. Se le parti riusciranno a trovare un punto d’incontro (rateizzazione adeguata del debito) Locatelli Saline farà un bel passo in avanti per sistemare i conti. Altrimenti non sarà facile continuare l’attività.

L’altro aspetto critico riguarda il rinnovamento dei macchinari che servono per la produzione di sale. Altro ostacolo particolarmente ostico da superare, perché servirebbero ingenti somme di denaro che l’azienda, secondo quanto emerso dagli ultimi incontri tra proprietà, istituzioni e sindacati non avrebbe per la poca disponibilità delle banche a fare credito.

«Stiamo aspettando una convocazione da parte della Regione per capire come andrà a finire questa vicenda, spiega Federico Mambrini, sindacalista della Uila Uil. La speranza è di evitare la perdita di altri 40 posti di lavoro, dopo gli oltre 100 persi nella riduzione d’organico di Smith Bits per Saline di Volterra e l’intera Valdicecina sarebbe una mazzata.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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