Rapinatore armato minaccia barista
La donna cerca di reagire ma viene costretta a consegnare la borsa con l’incasso. Nella fuga l’uomo ha perso metà dei soldi
CASCINA. Nel tardo pomeriggio in via Galilei, davanti al circolo Alba Nova, a due passi dal centro storico di Cascina, alcuni cittadini avevano notato un giovane che in sella ad una bicicletta era passato più volte davanti al circolo Arci. Solo dopo la rapina avvenuta, poco prima delle 22, alla barista che si è trovata con una pistola puntata alla testa, è venuto il sospetto che il ciclista non fosse lì per caso. Forse i rapinatori - uno solo è entrato in azione ma un altro era fuori ad attenderlo per la strada - studiavano il momento giusto per mettere in atto il loro piano. Hanno quindi atteso che la barista restasse da solo. Poi un uomo, alto circa 1 metro e 70, armato di pistola e travisato da un passamontagna è entrato nel bar. La commerciante stava mettendo a posto il bancone, prima di chiudere l’attività.
«L’ho visto entrare, è venuto contro di me - racconta Susanna Sanini – ho capito subito cosa voleva. Ma lui non ha detto una parola. Chissà, magari è qualcuno che frequenta il bar. È stato zitto per non farsi riconoscere. Mi ha spinto verso il muro. Non gli ho dato subito la borsa con i soldi dell’incasso. Ho cercato di reagire, l’ho spinto indietro. Ma quando mi ha puntato la pistola alla testa mi sono fermata. Ho avuto paura. Ha preso la borsa ed è fuggito. Poi dai cittadini ho capito che fuori c’era anche un altro uomo. Li hanno visti fuggire verso l’argine dell’Arno». La barista è corsa per la strada e ha chiesto aiuto ad un passante che aveva portato il cane fuori.
«Insieme abbiamo chiamato i carabinieri. Nella borsa avevo circa 3mila euro, i documenti, il telefono cellulare. Non avrei saputo come chiedere aiuto se non ci fosse stato quell’uomo che mi ha dato una mano».
Sul posto sono arrivate più pattuglie dei carabinieri. Immediate le ricerche dei rapinatori soprattutto nella direzione in cui sono stati visti fuggire. È forte il sospetto che gli autori della rapina abbiano frequentato almeno in alcune occasioni il bar. Forse conoscono le abitudini della titolare e così sono entrati in azione in un momento in cui la donna è rimasta da sola. «Farò in modo di cambiare le mie abitudini – racconta – l’incasso non lo terrò più in cassa, cercherò di trasferirlo durante la giornata». Quando abbiamo incontrato la donna ancora non sapeva che buona parte della refurtiva è stata recuperata dai carabinieri.
Quando i militari hanno compiuto un sopralluogo sull’argine, questa era la direzione della fuga dei malviventi, lungo la pista ciclabile i militari hanno recuperato una busta con 1.800 euro. Nella fretta di prendere il portafoglio non si sono resi conto che c’erano altri soldi all’interno e così li hanno buttati, ovviamente senza rendersene conto nell’erba. I soldi sono quindi stati restituiti alla proprietaria che, anche se non potrà dimenticare le minacce e la colluttazione, ha così visto diminuire il danno da lei subito. Sulla rapina sono in corso le indagini dei carabinieri.
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