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Maleodoranze provocate dal depuratore
Castelfranco, il sindaco Toti non esclude di intervenire con una ordinanza diretta alla Waste Recycling che gestisce l'impianto
CASTELFRANCO. Provengono dal depuratore di Castelfranco di Sotto le maleodoranze avvertite dalla popolazione tra il 2 e il 3 dicembre. Lo afferma l'Arpat in una nota spiegando che i tecnici hanno rilevato "un'intensa maleodoranza avvertita nella zona di via Francesca Bis: all'esterno del perimetro dello stabilimento dell'ex depuratore era ben avvertibile un odore intenso e persistente di natura chimica, che tendeva a diffondersi verso ovest, dal muro perimetrale dell'insediamento produttivo, in direzione dell'abitato di Castelfranco".
Grazie al sopralluogo e a una serie di interventi di natura tecnica sulla procedura di depurazione, Arpat "ritiene di avere oggettivamente individuato l'origine della maleodoranza, in considerazione anche dei quantitativi utilizzati su base giornaliera dall'azienda, che possono oscillare tra 4000 e 10000 litri al giorno, in relazione alle esigenze depurative dell'impianto".
L'Arpat ha prelevato alcuni "campioni dei prodotti esaminati" precisando che "le analisi sono tuttora in corso" e che "i prodotti inseriti nel ciclo di depurazione hanno un tempo di transito all'interno delle vasche di circa 7 giorni", quindi è possibile che le maleodoranze possano ripetersi.
L'impianto è gestito dalla Waste Recycling e il sindaco di Castelfranco, Gabriele Toti, non esclude di intervenire con una ordinanza.
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