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Pontedera

Il caso

La fabbrica dei fuochi vuole riaprire dopo quattordici anni

La pirotecnica distrutta dall'esplosione nel novembre 2001
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La pirotecnica distrutta dall'esplosione nel novembre 2001

L’ha rivelato il sindaco di Terricciola ricordando i quattro morti nell’esplosione del 2001 che distrusse l’azienda di Morrona

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TERRICCIOLA. «Ilaria Tani, Giovanna Tani, Vasco Squarcini e Fabrizio Sansone saranno per sempre nei cuori di tutti i terricciolesi. Come poter dimenticare quella terribile sera?».

Maria Antonietta Fais è il sindaco di Terricciola. E oggi 23 novembre è intervenuta su Facebook per ricordare le vittime della pirotecnica Ciandri esplosa nel 2001. E per annunciare che l’azienda ha chiesto di ripartire. Il sindaco ha scritto il suo post dopo un articolo del “Tirreno” in cui il padre di una lavoratrice sopravvissuta alla tragedia chiedeva alle istituzioni di intitolare una strada o una piazza alle vittime.

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Il sindaco, dopo aver letto “Il Tirreno”, ha postato un messaggio in cui ricorda la tragedia: «Ero al lavoro in ufficio a Badia di Morrona quel giorno, il boato assordante gelò tutti. Immediata fu la consapevolezza che poteva essere successo qualcosa di grave alla pirotecnica, era buio ma il cielo era rosso fuoco e l'eco delle sirene infinite, unito al dolore e alla paura di familiari, amici e della popolazione tutta è indimenticabile». «Colgo la richiesta di un padre, Romano Panicucci, con attenzione - scrive ancora Fais - e organizzerò un incontro con i parenti dei cari deceduti per valutare insieme e nel rispetto delle loro volontà come "ricordarli". Già nel 2014 Terricciola è stata, il 12 ottobre, sede per la Provincia di Pisa per le celebrazioni della 64esima giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, importante momento di riflessione e celebrazione con l’Anmil».

«Non ricordavo la data precisa dell'accaduto - prosegue il post della prima cittadina - ma in questi giorni erano riaffiorati a me tutti i ricordi, il dramma e lo strazio di quell'anno perché è in questi giorni, dopo 14 anni, che la pirotecnica presenta la domanda per riaprire l'attività. La pratica ha iniziato l'iter dalla prefettura ai vigili del fuoco. Mentre una qualsiasi attività che si appresta ad aprire porta gioia e soddisfazione, in questo caso si riaprono ferite, dubbi e preoccupazioni».

A far rivivere il ricordo delle vittime è stato Romano Panicucci con una lettera aperta alle istituzioni, pubblicata domenica 22 novembre dal “Tirreno”: «Mi sento portavoce, essendo così vicino alla tragedia. Vorrei che alle famiglie fosse rivolto un pensiero. Credo che il loro desiderio sia che le istituzioni comunali, provinciali e regionali ricordino le quattro vittime morte sul lavoro nella piena forza della vita. Quelle istituzioni democratiche e sociali che da quattordici anni non hanno mai speso una parola per queste vite o, se lo hanno fatto, è stato soltanto quando faceva comodo ai politici».

La richiesta è forte e al tempo stesso semplice. È quella di un segnale per mantenere la memoria di quattro morti sul lavoro: «Non chiedo molto, penso all'intitolazione di una strada, di un parco, di uno spazio pubblico "per non dimenticarli mai"».

«Ilaria - ha scritto Panicucci, mostrando un pensiero per ciascuna delle vittime - ha lasciato genitori, fratello e sorella, il fidanzato. Loro a giorni si dovevano sposare, la casa era pronta, già arredata. Giovanna ha lasciato marito e figli. Vasco ha lasciato moglie e figli. Fabrizio, il più giovane, aveva solo ventuno anni, ha lasciato i genitori e i fratelli. Non ci sono parole per questa terribile tragedia, ma a volte un gesto, un ricordo può dare un raggio di sole nelle giornate più cupe».
 

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