Il presidio
Negozio trasformato in fortino anti ladri
Imprenditori pluriderubati spendono 20mila euro per proteggersi
SAN GIOVANNI ALLA VENA. «Vendiamo chitarre, ma abbiamo blindato il negozio come se fosse una gioielleria».
Giovanni Niccolai, imprenditore e consigliere comunale, non rinuncia alla sua ironia anche quando deve parlare di un argomento difficile, come è quello dei furti. Lui e il fratello David sono titolari dei Grandi magazzini della musica a San Giovanni alla Vena. Un negozio svaligiato più volte dai ladri, probabilmente su commissione.
L’ultimo colpo risale all’inizio di ottobre quando furono portate via, in pochi minuti, poco meno di cinquanta chitarre per un valore compreso tra tre e quattromila euro ciascuna. Ignoti, dopo avere rotto un cancello e forzato una porta all'ingresso con un piede di porco, portarono a termine un colpo che definire interessante è poco. Centomila euro il danno stimato.
Non era la prima volta. I titolari del negozio però vogliono sperare che sia stata l’ultima. Hanno investito oltre ventimila euro per potenziare il sistema di allarme e blindare le porte del negozio e del magazzino. Saracinesce elettroniche chiudono in maniera ermetica (si spera) i tesori musicali racchiusi nel grande magazzino.
«Di furti da quando abbiamo aperto – dice Giovanni Niccolai – ne abbiamo avuti almeno sette o otto. I carabinieri ogni volta intervengono, fanno indagini, insomma li sentiamo vicini. In un’occasione è stata recuperata gran parte della refurtiva. Ma non possiamo andare a letto la sera pensando ai ladri. Così abbiamo deciso di blindare il negozio. Se i furti dovessero continuare, allora sì che sarebbe un vero problema».
Saracinesche e blindature non vogliono certo essere una sfida ai ladri ma una risposta di chi, avendone le possibilità, decide di attivarsi in “autotutela” per migliorare la propria sicurezza.
«Devo dire una cosa - prosegue Niccolai -: ogni volta che subiamo un furto c’è poca solidarietà, questo dispiace Molti pensano che i danni alla fine li paga l’assicurazione. Ma questo non è sufficiente. Nessuno pensa al danno morale, alla paura che resta in chi ha subito un furto. La notte è sufficiente un piccolo rumore a farti sobbalzare. E poi ti resta anche un certo senso di rassegnazione. Se leggi le cronache, vedi che i carabinieri, le forze di polizia in genere, quando intervengono e arrestano gli autori dei reati poi si trovano a vederli liberi nell’arco di poche ore. Il sistema giustizia di questo Paese non funziona. La certezza della pena non c’è e questo non è certo un deterrente. Anzi, chi delinque ne approfitta».
Da pochi giorni, dunque, la vetrina delle chitarre, quando arriva l’orario di chiusura, viene sigillata dall’esterno con una apposita chiusura. Sensori esterni e interni dovrebbero consentire di evitare intrusioni nel negozio situato lungo la provinciale Vicarese.
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