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Pontedera

Sciopero contro l’azienda e... i sindacati

Sciopero contro l’azienda e... i sindacati

Tre delegati Fiom contestano la programmazione della produzione: lavoratori di nuovo umiliati

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PONTEDERA. Sciopero alla Piaggio di Pontedera contro alcuni comportamenti dell'azienda rispetto alla programmazione della produzione (e quindi delle chiusure della fabbrica) e contro una condotta del sindacato per quanto riguarda la maturazione dei ratei della tredicesima.

È quello che si è svolto ieri, indetto da un gruppo di lavoratori e delegati della Rsu in quota Fiom Cgil. Secondo gli organizzatori, le linee della Due Ruote sono rimaste ferme durante l’astensione dal lavoro.

Intanto, nei giorni scorsi, la piattaforma della stessa Fiom per il rinnovo del contratto nazionale ha incontrato il favore dei circa 600 votanti con il 65% delle preferenze.

Ieri, però, Claudio Bardi, Simone Bagnoli e Simone Selmi, i lavoratori che hanno firmato la comunicazione con cui hanno indetto lo sciopero di un’ora, hanno spiegato le motivazioni della protesta e dell’assemblea che si è svolta nel pomeriggio.

«Ancora una volta gli operai vengono umiliati da azienda e sindacati. Dopo la firma sull’accordo all’Unione industriale pisana - si legge nella nota diffusa per annunciare l’astensione dal lavoro - sono stati fatti due piani organizzati».

Nello specifico si tratta dei cosiddetti p.o. con cui Piaggio comunica ai sindacati la programmazione produttiva di ogni mese, ma che per questo mese di novembre è stato spezzato in due parti.

«E, come se non bastasse, il 27 novembre ne verrà fatto un terzo, nel quale verrà comunicata la data di rientro e la maturazione di ratei - proseguono i lavoratori - Scelta strana, quella della data, visto che quel giorno saremo tutti a casa e finalmente la Piaggio deciderà del nostro futuro. Noi non ci fidiamo, più pretendiamo che l’azienda parli chiaro con gli operai che hanno il diritto di avere un piano programmatico lungo, non più variazioni settimanali. Ma soprattutto abbiamo bisogno di un nuovo sindacato che si schieri esclusivamente dalla parte degli operai e che ci restituisca la dignità che negli anni ci è stata tolta».

L’appello dei lavoratori e di parte dei delegati della Rsu di Fiom è piuttosto chiaro: «Chiediamo una vera trattativa che riguardi la maturazione dei ratei nella quale non si usino più i permessi dei lavoratori, ma una reale riduzione di orario che permetta una produzione più continuativa durante l’anno».

La situazione in casa Fiom, relativamente e in via esclusiva all’interno della Piaggio, sembra marcare una differenza col passato. L’anima che da anni porta avanti le proteste della parte più radicale dei cosiddetti “fiommini” non fa parte di questo gruppo di operai. Da tempo ci sono azioni da parte di lavoratori e parte della Rsu di Fiom diverse da quelle degli storici rappresentanti. E, in quest’ottica, si può leggere il risultato ottenuto dalla piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici.

«Credo che sia un segnale positivo - dice il nuovo segretario provinciale della Fiom Cgil - Spesso in Piaggio si assisteva a un risultato negativo rispetto alle proposte che arrivavano dalla segreteria provinciale o da quelle regionali o nazionali. Invece stavolta ha vinto il sì. È vero che il numero dei votanti non è stato altissimo. Però, se devo interpretare il messaggio che ci hanno inviato i lavoratori, vedo la volontà di cambiare rotta e di confrontarsi anche con posizioni diverse».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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