Il Tirreno

Pontedera

Sentinelle volontarie debutto alla stazione

di Sabrina Chiellini
Sentinelle volontarie debutto alla stazione

Hanno esordito i vigilantes che aiuteranno le forze di polizia

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PONTEDERA. Quella della sicurezza partecipata è una delle carte che il Comune ha deciso di spendere per migliorare la vita in alcune zone della città e aumentare la percezione di sicurezza da parte dei cittadini. Così ieri hanno fatto il loro esordio nella zona della stazione ferroviaria le nuove “sentinelle” urbane. Occhi vigili che affiancheranno il lavoro della polizia locale e delle forze di polizia cittadine.

«Non sono ronde – ha spiegato il comandante della polizia locale dell’Unione Valdera, Michele Stefanelli – Il loro compito è quello controllare le zone che verranno di volta in volta assegnate, incontrare i cittadini, scambiarsi opinioni e in modo particolare ricevere segnalazioni. Non potranno intervenire direttamente, chiederanno sempre un supporto alle forze di polizia. Per questo saranno anche formate con un corso ad hoc che partirà tra poco».

Pontedera dunque, viste anche le recenti polemiche sulla sicurezza e le richieste per un maggior decoro urbano, ha siglato un accordo, un protocollo di intesa, con le associazioni di volontariato i cui soci lavoreranno su un doppio versante, quello dei controlli ambientali e quello della sicurezza urbana. Le prime che hanno aderito sono state le associazioni nazionali di carabinieri e polizia ma anche l’associazione Geza, che si occupa di tutela dell’ambiente e degli animali ed è presente a Pontedera da circa due anni. È anche la prima associazione in provincia ad avere allestito un’ambulanza veterinaria, come spiega il presidente, Stefano Elia.

Ieri mattina, dunque, le sentinelle della città - il loro ruolo si avvicina alla filosofia dei progetti sulla polizia di prossimità - hanno fatto il primo giro in città e nel pomeriggio sono arrivate nel quartiere della stazione insieme a Stefanelli, all’assessore Marco Cecchi, al presidente della consulta della stazione, Paolo Calloni, e a due vigilesse della polizia locale.

«Crediamo in questo progetto che è sperimentale – ha aggiunto Stefanelli – e che conta molto sul supporto dei volontari ma anche dei cittadini per migliorare la qualità della vita e la percezione della sicurezza».

Al momento sono un centinaio i volontari che le associazioni potranno schierare, ovviamente non tutti insieme ma nei vari servizi.

«Daranno informazioni ai cittadini, saranno di stimolo alla legalità», è l’augurio di Stefanelli.

Le zone scelte per le pattuglie volontarie sono quelle considerate più a rischio, la stazione fino a via Primo maggio, il quartiere Fuori del Ponte e il parcheggio di piazza della Solidarietà all’ospedale. Le associazioni riceveranno un rimborso spese. Per ora il Comune investe nel progetto circa cinquemila euro.

Alla repressione dei fenomeni criminali fatta dalle forze di polizia, viene affiancata la prevenzione, che dovrebbe servire alla tranquillità dei cittadini. I risultati si potranno vedere solo nel tempo. Si tratta comunque di progetti già sperimentati in varie città e previsti da una legge regionale del 2006.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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