Il Tirreno

Pontedera

Mensa non a norma, la rabbia dei genitori «Tutti lo sapevano»

di Federica Scintu
Mensa non a norma, la rabbia dei genitori «Tutti lo sapevano»

Servizio di ristorazione sospeso nella primaria di San Donato Lettera di protesta delle famiglie degli alunni della IV B

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LUCCA. Che senso ha un’ispezione quando direzione scolastica, Comune e Asl sapevano che i bambini mangiavano nelle loro aule perché nella scuola di San Donato il locale mensa non è idoneo? Se lo domandano i genitori della IV B che in una lunga lettera intitolata “La buona scuola di Renzi: un’utopia all’italiana”, esprimono rabbia e sconsolazione di fronte all’ennesimo provvedimento che, scrivono, «ha messo in crisi le organizzazioni familiari dall’oggi al domani». A scatenare la loro collera è stata la sospensione del servizio mensa, avvenuta appunto dopo il sopralluogo di Nas e personale dell’Asl, che hanno rilevato nella scuola primaria di San Donato (e in quella di San Pietro a Vico), la non conformità edilizia. Una non conformità “superata” finora solo grazie a «continue deroghe», dicono i genitori della IV B, motivo per il quale «appare singolare che l’ispezione sia stata fatta solo adesso». Gli alunni infatti, consumavano il pranzo nei vassoi monoporzione praticamente da sempre, proprio a causa dell’assenza di un refettorio e di un locale per lo sporzionamento. Dopo l’interruzione del servizio di ristorazione, la dirigente scolastica, Elisabetta Giannelli, ha diffuso una circolare sulla quale si legge che «dal 9 all’11 novembre per sopperire alla mancanza della mensa garantendo la continuità del diritto allo studio, i genitori sono autorizzati a dare ai propri figli il pranzo al sacco». Questa comunicazione è stata affiancata da un altro documento che elenca le norme igienico sanitarie per la consumazione del pranzo al sacco e che si conclude con l’invito ai genitori, «là dove possibile, vista la fase di emergenza, che i figli possano tornare a casa per il pranzo». E ieri su circa 70 alunni presenti a scuola, solo in 9 sono andati a pranzo nelle loro case. Lungo la lettera i genitori della IV B le riportano una dopo l’altra le linee igienico sanitarie contenute nella circolare: dal fatto che ogni alunno debba consumare il proprio cibo senza condividerlo con i compagni alla precisazione sulla responsabilità dei genitori rispetto agli alimenti che i loro figli portano a scuola. «Con che coraggio, Comune, Asl e dirigenti scolastici parlate a noi di responsabilità - si chiedono i genitori nella lettera - dopo che per anni vi siete disinteressati della situazione di irregolarità in cui si trovava la scuola?». Ma i genitori della IV B mettono anche nero su bianco le condizioni precarie della scuola, sia dal punto di vista strutturale che igienico. «Prima di mandare queste direttive grottesche - scrivono - visto che per anni hanno sorvolato sull’idoneità dei locali, su situazioni igieniche opinabili (ci sono i bagni alla turca), sulle aule decrepite e sporche che noi abbiamo provveduto a “restaurare” e a sanizzare all’inizio di ogni anno, sulle infiltrazioni d’acqua dal tetto, ci sembra una vergogna che nessuno si sia fatto un esame di coscienza».

Ora la speranza dei genitori è quella che finalmente arrivino interventi seri e definitivi e che una volta per tutte venga risolto il problema del locale della mensa. «Speriamo che trovino una soluzione seria e non un rattoppo ridicolo - concludono i genitori della IV B - ma nel frattempo sorridiamo sconsolati e alziamo gli occhi al cielo pensando al tanto bello quanto utopico sogno di Renzi di una buona scuola». La #buonascuola che a San Donato ancora non c’è.

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