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Il riscatto di Francesco in onda a “Tu si que vales”

Giacomo Pelfer
Francesco Conte insieme al premier Matteo Renzi
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Francesco Conte insieme al premier Matteo Renzi

Sordo al 70 per cento, ha imparato a parlare soltanto a 14 anni: ora è un attore. In tv ha raccontato la sua storia, settemila messaggi d’incoraggiamento

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SAN MINIATO. Il suo maestro lo definisce «un miracolo della forza di volontà». La forza di chi non accetta di arrendersi ad una vita fino ad oggi difficile, ma che alla fine può riservare un riscatto che ha dell’incredibile.

È la storia di Francesco Conte, 23 anni, napoletano, aspirante attore e sanminiatese d’adozione, da quando cinque anni fa ha scoperto i corsi della scuola Ec Studios (ex Sanremo Accademy) ospitati alla Casa culturale di San Miniato Basso. Pochi giorni fa Francesco ha incantato e commosso il pubblico di Canale5 nell’ultima puntata di “Tu si que vales”, colpendo il cuore dei giudici con un monologo dal tono irriverente, sempre col sorriso, nel quale ha ripercorso la vicenda drammatica della propria vita.

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Nato da genitori sordi in un contesto familiare complicato, cresciuto in orfanotrofio, Francesco risulta sordo al 70 per cento e ha raccontato di aver iniziato a parlare, a fatica, solo all’età di 14 anni. Ha trascorso gli anni migliori della giovinezza in mezzo alla strada, coltivando sempre, però, il sogno di diventare un attore, fino a quando ha conosciuto il figlio di Ermanno Croce, insegnante e direttore artistico dell’Ec Studios, grazie a cui adesso parla e recita alla perfezione.

Un racconto che ha incantato i tre giudici del programma: «Hai detto delle cose della tua vita che avrebbero scosso chiunque, ma in te non c’è una virgola di pietismo, lo fai con il sorriso», ha commentato Maria De Filippi asciugandosi fugacemente una lacrima.

Commenti positivi anche da Gerry Scotti, Rudy Zerbi e Mara Venier, che hanno permesso a Francesco di conquistare la fase successiva del programma. «Non accettando di essere sordo – racconta il maestro Croce – Francesco ha sviluppato un istinto talmente allenato da riuscire a nascondere questa sua difficoltà intuendo ogni parola dal labiale di chi gli sta di fronte».

Nei primi anni di corso a San Miniato, ha continuato a vivere in strada, dormendo ogni notte alla stazione di Firenze, fino a quando il maestro Croce non ha deciso di ospitarlo a casa sua a San Miniato. «All’inizio non ci aveva detto niente – racconta Croce – perché non è il tipo che chiede di essere aiutato. La sua più grande dote è la forza di volontà: lo abbiamo iscritto all’università per via telematica e fino ad ora non ha mai preso un voto inferiore al 30».

Intanto Francesco ha ricevuto oltre settemila messaggi di incoraggiamento ed è disposto a esibirsi anche nei locali.
 

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