Asl, Italia Unica «Il referendum si poteva fare»
MONTOPOLI. «Come medico, mi domando a chi dovrò rivolgermi in futuro? Perché fino ad ora sapevo che il sindaco era la massima autorità sanitaria a livello comunale». A parlare è Massimo Tesi,...
MONTOPOLI. «Come medico, mi domando a chi dovrò rivolgermi in futuro? Perché fino ad ora sapevo che il sindaco era la massima autorità sanitaria a livello comunale».
A parlare è Massimo Tesi, esponente di Italia Unica ed ex consigliere di Montopoli che da anni ha fatto dell’adesione alla Asl pisana il proprio cavallo di battaglia. Per questo Tesi torna a battere sul punto, contestando la posizione dall’amministrazione nel consiglio comunale di venerdì dove il sindaco Capecchi ha bocciato la proposta del referendum comunale, sostenendo che il sindaco di un Comune non ha il potere di contestare la legge regionale sul riordino delle Asl toscane.
«E questo è vero – dice Tesi – ma voglio ricordare al sindaco che il quesito era molto semplice, vale a dire scegliere se confluire nell’area vasta fiorentina o in quella pisana, senza entrare nel merito della legge. E chi, se non il sindaco, deve promuovere una consultazione di questo tipo?».
A non andare giù, però, è anche l’accusa rivolta dal sindaco al comitato referendario, di aver fatto firmare i cittadini per una proposta di inammissibile: «Eppure – dice Tesi - ricordo che da anni stiamo proponendo il passaggio all'Asl di Pisa e che nel 2009 il Pd rischiò di perdere le elezioni su questo punto, senza però accusarci di illegittimità».
Sotto accusa, infine, anche il presunto “danno erariale” che un eventuale referendum avrebbe provocato. «In realtà – attacca Tesi – il sindaco ha preferito non confermare il protocollo con la Regione che avrebbe permesso il finanziamento della consultazione. Anche i 5 Stelle, infine, votando contro il referendum, si sono dimostrati sempre più stampella della maggioranza e falsi paladini della partecipazione». (g.p.)
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