Il Tirreno

Pontedera

«Mi hanno aggredito e riempito di pugni»

di Sabrina Chiellini
«Mi hanno aggredito e riempito di pugni»

Il drammatico racconto del meccanico vittima dei ladri

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LARI. «Mi hanno dato una decina di pugni, avevano già rubato, avevano già preso i soldi che avevano trovato in un ripostiglio, ma volevano che aprissi anche la porta del mio appartamento».

Difficile per Adriano Becherini, 61 anni, di Quattro Strade di Lari, titolare di un’officina meccanica, dimenticare l’aggressione subita nella notte tra sabato e domenica quando, insieme alla moglie, è tornato a casa, alle due di notte.

«Siamo entrati al piano terra, dove abbiamo una specie di ripostiglio, e abbiamo trovato la porta aperta. Nell’appartamento i ladri non erano entrati, perché è al primo piano, e noi li abbiamo sorpresi al nostro rientro».

La moglie di Becherini, mentre i coniugi stavano cercando di capire cosa i ladri avevano portato via, ha sentito alcuni rumori che provenivano dal giardino.

«In quel momento abbiamo capito che i ladri erano ancora lì e, quando sono uscito, uno di loro mi ha aggredito».

Erano in quattro, abbastanza giovani e agili, due stranieri ma forse un terzo era italiano, dal modo con cui parlava. Tutti con guanti e passamontagna.

«Appena mi ha visto, uno mi ha dato un colpo al petto, ben assestato, di quelli che possono fare anche molto male. Sembrava quasi che fosse esperto di arti marziali da come si muoveva».

La moglie di Becherini è stata immobilizzata da un altro malvivente. Volevano che non gridasse, le chiedevano di stare zitta.

«Quando noi siamo entrati in casa, quei quattro avevano già trovato i soldi, circa 1.200 euro. Se avessero voluto, sarebbero fuggiti senza nemmeno farsi vedere. Invece hanno cercato la violenza, mi hanno picchiato ripetutamente e questa è la cosa di più brutta, più difficile da dimenticare».

Alla fine Becherini è stato portato all’interno del ripostiglio. «Volevano che aprissi l’appartamento al primo piano, ma sapevano che c’era qualcuno e continuavano a chiedermi: “Chi c’è? Quanti sono?”».

L’incubo è finito quando il figlio del meccanico, che era in casa e stava dormendo, si è affacciato al terrazzo. Ha capito che c’erano i ladri e si è messo a urlare.

A quel punto i quattro individui incappucciati si sono dileguati attraverso i campi. Immediata la richiesta di intervento ai carabinieri della compagnia di Pontedera.

«Sono sconcertato dal fatto che mi abbiano picchiato in quel modo», aggiunge Becherini.

«Hanno preso i soldi dell’officina – racconta ancora l’uomo – Sono anche convinto che avessero studiato bene la situazione. Non mi sembravano sprovveduti».

Nella stessa notte a Pontedera una banda di quattro rapinatori, anche loro incappucciati, due dei quali armati di pistola, hanno rapinato una famiglia di commercianti a Pontedera. Nel mirino dei banditi una coppia di anziani coniugi e la badante. Nessuno è stato malmenato, anche se la moglie ha subito lo stress di sentirsi una pistola puntata contro, tanto da avere un malore.

I carabinieri, almeno per ora, ritengono che i due episodi non siano collegati.

«Così almeno mi è stato detto», conclude Becherini che all’ospedale Lotti è stato medicato. Quindici giorni la prognosi.

Il meccanico ha ancora un livido ben visibile sotto un occhio. Per non parlare dei segni rimasti nel suo animo e in quello della moglie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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