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Incuria e degrado nel sottopasso dimenticato da tempo
Viaggio in via Levi tra sporcizia e vecchi manifesti che deturpano la strada diretta ai centri commerciali
CASCINA. “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Parte dell'articolo numero uno della Costituzione è impressa sul cavalcavia. Caratteri neri su sfondo rosso: il messaggio si legge da parecchi metri di distanza. Chi dalla zona commerciale di Navacchio imbocca il sottopassaggio in direzione Toscoromagnola invece può ammirare, alzando gli occhi, il tricolore italiano. Due facce dello stesso murales, inaugurato nel giugno 2013 dal Comune di Cascina e dato alla vita grazie al contributo della Spi-Cgil locale.
Navacchio, via Levi, qui dove la teoria fa a cazzotti con la pratica. L'installazione che “veglia” sulle auto in transito parla dell'importanza del lavoro, mentre qualche metro più in basso di lavoro da fare ce ne sarebbe tanto, ma di operai indaffarati nemmeno l'ombra. Al contrario, si vedono bene i segni della mancata manutenzione. A cominciare dagli “ornamenti floreali”, tutt'altro che decorosi, visibili sulla parete orientata verso Cascina. Nessun vaso e nessun fiore, ma agglomerati di muffa che sporgono dal muro. Uno spettacolo di colore verdastro che metterebbe a dura prova anche lo stomaco più forte. Vere e proprie colonne di muschio, al di sotto delle quali si sfogano perdite d'acqua visibili sull'asfalto. Nei pochi attimi in cui non circolano mezzi, il rumore delle gocce che cadono a terra fa da colonna sonora a una disgustosa cartolina dell'incuria.
Il degrado non risparmia neppure il piccolo marciapiede a lato della carreggiata, impraticabile per lunghi tratti a causa di un tappeto di acqua stagnante e micro- vegetazione, che trasforma il percorso pedonale in una lingua di mattonelle scivolose. Dall'altra parte, quella che guarda verso Pisa, una ringhiera anti-caduta disegna il corridoio per i pedoni. Più sicuro rispetto al camminamento millimetrico e invaso dal muschio del lato opposto, ma non certo risparmiato da rigagnoli di acqua. Da dove si sceglie di incamminarsi non importa: la cornice da brivido racchiude tutte l'area del sottopassaggio. E se sul versante “pisano”, quello più facilmente percorribile dai passeggiatori, una serie di graffiti contro la criminalità organizzata colora l'atmosfera, sul versante opposto si snodano in tutta la loro crudezza metri e metri di mura di cemento. Grigie, addobbate, si fa per dire, soltanto da scritte di adolescenti innamorati che probabilmente non conoscono il fascino di una lettera d'amore.
Lavorare prima di tutto, lo dice la Costituzione. Le istituzioni prendano la palla al balzo e si rimbocchino le maniche: di lavoro da fare, nel sottopasso della frazione di Cascina, ce n'è per tutti.
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