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L’auto del Comune in divieto di sosta: scatta la rimozione
La vettura ecologica era stata parcheggiata in via Palestro il giorno in cui a Cascina c’è il mercatino dell’antiquariato
CASCINA. Che la prima domenica del mese, nel centro storico di Cascina, arrivano le bancarelle di Mercantico è un fatto noto, così come lo sono i divieti di sosta nelle strade interessate dal mercato dell’antiquariato e del modernariato. Ma a qualche dipendente o amministratore comunale deve essere sfuggito l’appuntamento domenicale.
E così, domani mattina, una delle auto ecologiche del Comune, è stata rimossa con il carro attrezzi chiamato dalla polizia municipale. Diciamo subito che non è la prima volta che vetture comunali vengono parcheggiate in divieto di sosta e multate dagli agenti della polizia municipale. Insomma, siamo di fronte a una recidiva.
L’auto, una delle vetture “verdi” che spesso usano anche gli amministratori, è rimasta in sosta in via Palestro, accanto al municipio in Corso Matteotti. Così domenica i tentativi di rintracciare qualcuno in grado di spostarla in fretta non avrebbero dato alcun esito. I vigili sono passati in azione e hanno provveduto alla rimozione con il carro attrezzi, avvenuta sotto gli occhi increduli di alcuni cittadini. Una bella situazione non è stata, raccontano alcuni cittadini presenti al momento del fatto e che poi hanno segnalato la singolare rimozione.
La situazione più imbarazzante, senza dubbio, si è verificata alcuni anni fa quando più volte erano state multate le auto del sindaco (era primo cittadino Moreno Franceschini), dell’allora direttore generale e dell’ex dirigente della polizia municipale. La vicenda allora venne giustificata dall’amministrazione comunale come una delle puntate del tormentone tra polizia municipale e amministratori. Poi, comunque, il sindaco decise di fare modificare la sosta in viale Comaschi, davanti all’ufficio dell’anagrafe, dando la possibilità di parcheggiare alle auto di servizio dell’amministrazione comunale.
Un passo, questo, per porre fine ai verbali che venivano lasciati sulle vetture di assessori e dipendenti parcheggiate davanti agli uffici di viale Comaschi.
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