Le due facce di Halloween: cena dei santi e festa in piazza
A Perignano don Zappolini mette a tavola duecento persone e celebra il culto cattolico mentre in centro a Pontedera impazzano frotte di ragazzi per la notte delle zucche
PERIGNANO. «Halloween è un abbruttimento della società dove conta soltanto l'aspetto commerciale di qualsiasi festa». Don Armando Zappolini non le manda a dire per quanto riguarda una festa che ha invece contagiato tutti, specie i più piccoli. Nel centro pastorale di Perignano, intitolato a Madre Teresa di Calcutta, ieri sera ha riunito tanti fedeli e amici per una cena che celebra i santi, invece di una festa «che ha solo l’aria di essere commerciale».
Tutto un altro clima rispetto a Pontedera dove, dalle prime ore del pomeriggio, gruppi di bambini, seguiti dai genitori, hanno scorrazzato per corso Matteotti e via Roma alla ricerca di caramelle e cioccolatini.
Emblematica la scena delle 19 nel cuore della città. «Dolcetto o scherzetto?», dicono i ragazzini truccati di bianco e nero, con mantelli e spade, entrando in un negozio. Ma la reazione della commerciante è inaspettata: «Ora basta. È tutto il pomeriggio che distribuiamo dolci. Sono finiti!».
Molti i negozi addobbati con zucche e ragnatele, frutto della voglia di coinvolgere la città in un pomeriggio e in una serata in cui il macabro e le tenebre la fanno da padrona. Una festa con truccatrici sparse per il centro davanti alle quali si sono messi in fila tanti piccini. L’evento è proseguito al parco fluviale della Rotta. Qui è andato in scena un horror a tutto tondo, con musica, hamburger e spettacoli da brivido.
Ovvio il paragone con la cena in onore dei santi a Perignano, dove di commerciale c’era ben poco. Qui, nel centro pastorale, tanta voglia di stare insieme e condividere la fede cattolica.
«Per un cristiano il 31 ottobre è la vigilia della festa dei santi - ha detto nei giorni scorsi don Armando Zappolini - ed è giusto festeggiare in questa maniera».
Iscrizioni chiuse in anticipo e duecento persone a tavola per una serata che ha visto la presenza anche di numerosi bambini con i genitori. «Vedere così tanta gente riunita è un sollievo - riprende don Zappolini - Significa che molti hanno recepito il messaggio su come celebrare questa ricorrenza. Una festa in cui, se non si vuole pensare all'eternità, almeno che si insegni ai bambini come onorare la memoria dei nonni. I più piccoli si devono divertire, ma è giusto che sappiano che in questa giornata si ricordano i santi. E che le zucche non c'entrano niente con la nostra tradizione. Ormai, però, le nostre agende sono dettate dalle esigenze del business ed è giusto ribellarsi a questa logica».
Zappolini racconta un aneddoto mentre la sala del centro parrocchiale si riempie: «Sono tornato dalla Grecia e in un autogrill mi è stato chiesto se volevo un gratta e vinci oppure un dolcetto a forma di zucca. Ho sorriso alla cassiera e ho detto no».
Per un sacerdote da tempo impegnato contro il gioco d'azzardo e che non ama la festa di Halloween, sarebbe stato davvero troppo. (a.q.)
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