Il presidio
Fatticcioni è un uomo libero «Un viaggio all’inferno»
Scarcerato il camionista di Lari arrestato in Inghilterra con l’accusa di aver fatto entrare illegalmente in Gran Bretagna un gruppo d’immigrati. La gioia del sindaco e dei compaesani
LARI. Un paese in festa, a cominciare dal sindaco, oltre ai familiari. Ma il più soddisfatto di tutti è Furio Fatticcioni, 51 anni, il camionista di Lari rimasto coinvolto, suo malgrado, in una vicenda che gli ha stravolto la vita. Così come ha messo a dura prova quella della moglie e degli altri familiari. Anche se, a giudicare dalla reazione dei compaesani, nessuno aveva mai messo in dubbio la correttezza dell’autotrasportatore.
Furio Fatticcioni, dall’altro giorno, è tornato ad essere un uomo libero. Era stato arrestato il 25 settembre, alla frontiera per entrare in Gran Bretagna con l'accusa di avere fatto entrare illegalmente - mentre lui era alla guida di un camion che trasportava Maserati - in territorio britannico un numero imprecisato di immigrati. L'uomo lavora per il gruppo Mercurio di Livorno e un avvocato dell’azienda ha seguito la situazione in Gran Bretagna non senza difficoltà a capire cosa aveva potuto originare il caso. I parenti non hanno mai creduto alle accuse e si sono attivati per fare rientrare in Italia il prima possibile il camionista che in alcuni brevi colloqui telefonici aveva detto di non sapersi spiegare come i migranti fossero saliti a bordo delle auto che erano state caricate sulla sua bisarca. L'arresto, secondo quanto confermano da persone vicine alla famiglia, era scattato quando il camion partito dalla Toscana era arrivato a Dover. Da lì l’inizio della disavventura per Fatticcioni.
Per questo trasmette una grande emozione il post che il camionista ha scritto sul suo profilo Facebook appena è tornato libero e si è messo in viaggio verso casa. «Libero, go home, mi piglia per il...? No, mi sono sentito dire: prepara la tua roba che vai a casa. Non ci credo, su queste cose non si scherza. Non puoi immaginare cosa si prova dopo più di un mese di vita rubata a un innocente a sentirsi di nuovo liberi - racconta Fatticcioni - Non c'è una spiegazione e non c'è nemmeno un prezzo da quantificare per cosa ti hanno fatto passare, le manette, la cella nella stazione di polizia, il trasporto nel furgone per detenuti. Arrivi in un megacarcere, ed è facile immaginare con quale stato d'animo». Un vero viaggio nell’inferno. «Ma sai che c'è chi ti crede - prosegue il camionista - la famiglia, gli amici, i paesani pronti a fare riunioni e collette per te, anche i colleghi camionisti, la ditta che si muove in tuo aiuto. Sono stato forte fino a ora, ma a vedere tutto l'affetto che avete per me l'emozione mi assale. Un abbraccio a tutti».
Il paese si appresta ad abbracciare Fatticcioni il cui arrivo era previsto ieri sera. «Appena torna, andrò a trovarlo - dice il sindaco - Mi fa piacere che la vicenda si sia risolta. C’era stata in tutto il paese una grande apprensione e finalmente il nostro concittadino può tornare alla vita di tutti i giorni». (s.c.)
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