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Un silenzio di terrecotte da ascoltare, così ecco Tübingen in mostra

POMARANCE. Eccoli i personaggi di Enzo Scuderi, che escono dalle tegole, e che dopo aver stregato l'Italia con le tante personali che le hanno viste protagoniste, non hanno più confini. “Un silenzio...

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POMARANCE. Eccoli i personaggi di Enzo Scuderi, che escono dalle tegole, e che dopo aver stregato l'Italia con le tante personali che le hanno viste protagoniste, non hanno più confini. “Un silenzio di terrecotte da ascoltare” è il titolo dell’esposizione, organizzata dal municipio di Tübingen e dall’Istituto italiano di cultura di Stoccarda, che sarà inaugurata oggi alle 19 (aperta fino al 27 novembre). Il “disegno graffito” torna a raccontare il momento dell'architetto/artista, con sublimazioni del suo rapporto con la musica. O come spesso dice Scuderi: “Il cotto che suona se stesso...”. Giorni sempre intensi, per Scuderi, nel suo rifugio-studio all'ex chiesa di San Bartolomeo in Lanciaia. Di origini catanesi, non manca mai di ricordare come la base non sono “solo” vecchie tegole in cotto toscano, ma la “tegola pomarancina” testimone del legame fortissimo col territorio che l'ha adottato. Sono sempre queste tegole pomaracine che lo ispirano attraverso le tonalità cromatiche del cotto, avvolto in muffe e licheni, sopra le quali incide, disegna, graffisce. Dunque proprio queste tegole forgiate dai maestri foraciai, che le cuocevano per le coperture di poderi e case, con Scuderi “sono tutto fuorché materia inerte, e dismesse alla loro originaria funzione, tornano a nuova vita”. L’evento è organizzato in collaborazione con l'Università di Tübingen e l'Associazione Amici della cultura Italiana a Tübingen.(c.c.)

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