Il Tirreno

Pontedera

solidarietà

La Valdera in aiuto del Senegal

La Valdera in aiuto del Senegal

Progetto del pontederese d’adozione Mouhamed Alì Ndiaye

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Vola la solidarietà in Valdera, direzione Senegal. Quasi 15mila gli euro donati per il progetto “Move solidarity” nato dalla spinta del un pontederese d'adozione Mouhamed Alì Ndiaye, nominato dal governo di Dakar “ambasciatore di buona volontà”.

Una delegazione di quattro persone che lunedì prossimo partirà per Guinaw Rails Sud, uno dei comuni facenti parte della circoscrizione di Pikine, la seconda città del paese. Obiettivo: donare alla popolazione locale un veicolo attrezzato per il trasporto di portatori di handicap, unito a tre sedie a rotelle recuperate e rimesse in funzione. «Una grande esperienza di amicizia fra i nostri due paesi – ha dichiarato la vicesindaca Angela Pirri. – In un contesto che vede Pontedera in primo piano da sempre nella cooperazione internazionale, settore oggi oggetto di una riforma che a breve ne guiderà l'ammodernamento». A guidare l'intero progetto promosso dal Comune, che si sviluppa attraverso un acquisto in loco dei beni donati, il direttore Renzo Ciangherotti. «Indubbiamente un nuovo modo di fare solidarietà - dice - che parte da qui, ma che la trasporta direttamente dove serve, senza intermediari. Il veicolo è stato acquistato ed allestito in Senegal individuando il miglior operatore del settore». Fra i protagonisti del progetto anche l'associazione Asha di Pisa, che farà parte del viaggio con Enrico Baldini e Dieng Dieng Cheikh, che affiancheranno Alì Ndiaye e Mamadou Diop, presidente della comunità senegalese di Pontedera.

Un progetto a cui hanno collaborato anche aziende come Geofor, Ecofor, Cft, Avr, Manutencoop, comunità “La Badia”, associazione “I mastri”, Associazione nazionale Polizia di Stato e Cooperativa Ponteverde. Proprio la collaborazione con quest'ultima ha inoltre permesso di sbloccare un progetto già finanziato tre anni fa, quando grazie a una cordata di solidarietà venne spedita dall'Italia un'ambulanza fino a oggi bloccata al porto di Dakar a causa di lungaggini burocratiche. (n.d.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera