Il presidio
Villaggio scolastico “affogato” nell’immondizia
Mentre si discute su come togliere le auto sarebbe meglio liberare il quartiere dai rifiuti
PONTEDERA. Pedonalizzazione si, pedonalizzazione no. È il rebus che attanaglia il villaggio scolastico di Pontedera. Amministrazione e studenti attraverso un percorso partecipato, concluso nel giugno scorso con una maxi assemblea al Teatro Era, hanno delineato metodi e regole per la chiusura al traffico. Professori, dirigenti e dipendenti che tutti i giorni lavorano negli istituti e nei licei però hanno chiesto un passo indietro.
Una “pausa di riflessione” per elasticizzare e regolamentare più dettagliatamente il divieto di circolazione nell’area studentesca. A mediare tra le parti ci sta pensando l’assessore alla Cultura Liviana Canovai. Obiettivo: avviare la pedonalizzazione a partire dal gennaio 2016. L’idea è quella di dare vita a un campus in pieno stile americano, ma chissà se negli Stati Uniti gli studenti, affacciandosi dalla finestra, possono ammirare lo stesso "spettacolo" dei colleghi della Valdera. Tubi in plastica abbandonati, scheletri di biciclette, recinzioni fatiscenti, estintori piazzati nel mezzo alla vegetazione selvaggia. A scuola senz’auto è un’idea all’avanguardia. Un villaggio scolastico pulito è un diritto di chi lo frequenta. Passeggiando sull’argine che “veglia” sul complesso capace di ospitare ogni giorno 5mila studenti è possibile immortalare diverse cartoline del degrado. A cominciare dall’esterno dell’istituto Enrico Fermi. Una fila di cassonetti indica chiaramente la zona dedicata ai rifiuti, che però sono posizionati ai piedi dei contenitori e non al loro interno. Ferro e plastica sono i materiali presenti in maggior quantità. Si vedono bene dalla rete di recinzione che costeggia il villaggio. La stessa che, proseguendo sul lato del Fermi che guarda verso il Monte Serra, mostra grossa squarci. Tra un buco e l’altro fanno bella mostra di sé una bici abbandonata e un estintore rosso fiammante. Erba e piante hanno preso il sopravvento su qualsiasi cosa. Gettando lo sguardo verso l’Ipsia Pacinotti, inaugurato nel 2012, si notano scarti di cantiere nella zona a fianco dell’edificio orientata verso il parco dei Salici. Resti di tubature e altri detriti fanno capolino nel verde, consegnando agli occhi dei passanti un’immagine tutt’altro che decorosa. Il villaggio scolastico è delimitato dall’incuria: ma di chi è la colpa?
«L’area golenale – ovvero lo spazio compreso tra la riva di un corso d'acqua e il suo argine - e quella scolastica sono di competenza della Provincia. Procederemo con un sopralluogo – spiega l’assessore Matteo Franconi – e richiameremo alla pulizia gli enti responsabili».
Da Palazzo Stefanelli dunque arriva la promessa di un pronto intervento, o quantomeno di un immediato impegno al fine di risolvere il problema. «Ci attiveremo nel minor tempo possibile per far sì che ogni tipo di disagio venga eliminato. Prima di tutto dobbiamo capire bene di chi è la competenza degli spazi – conclude Franconi - dopodiché procederemo con gli interventi per la rimozione di rifiuti e detriti».
Tommaso Silvi
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