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Studenti di Slowfood a Volterra
Prima una dimostrazione con un cane da tartufi e poi visita alla salina
Un applauso caloroso sottolinea la performance di Pato. Ma attenzione: non si tratta del brasiliano, ex giocatore del Milan, ma di un cane da tartufi, di proprietà di Daniele Guerrieri che ha mostrato agli studenti dell’Università di scienze gastronomiche Slowfood di Pollenzo in visita in Valdicecina, come si cerca e, in questo caso, si trovano i preziosi tuberi.
Già, perché Pato ne ha trovato uno l’altro giorno nelle campagne volterrane. Un ritrovamento sancito dall’applauso spontaneo degli studenti, provenienti da varie parti del mondo, che mai avevano assistito a questo tipo di manifestazione. Il tartufo è passato di mano in mano, anzi, più correttamente di naso in naso.
Questo è stato il loro primo contatto con Volterra nel percorso del loro master, per scoprire i territori e le loro peculiarità. La visita al Volterrano è proseguita poi con il tour della salina, dove Marco Marini, dipendente di questa realtà, ha presentato con perizia non solo la tecnica di recupero del sale, ma anche la storia che fin da tempi degli etruschi ha segnato lo sfruttamento di questa ricchezza.
Dopo la visita agli stand di Volterragusto, in corso durante lo scorso weekend a Volterra, tra formaggi e prodotti enogastronomici della Valdicecina, gli studenti hanno chiuso la loro esperienza volterrana al ristorante La Carabaccia. «I ragazzi hanno molto apprezzato e si sono divertiti – spiega la tutor Alice Furri - sia nell’esperienza con il tartufaio e il suo cane, sia la visita alle saline di Volterra. Questi due eventi sono stati svolti per la prima volta nella storia della nostra università e per questo ci auguriamo di poter ritornare molto presto. Volterra é incantevole ed estremamente ospitale. Proprio quello che cerchiamo quando organizziamo viaggi-studio per studenti della nostra università».
Leonardo Dell’Aiuto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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