Il Tirreno

Pontedera

Pieve romanica, spariti i capitelli dal Monte Voltraio

di Sabrina Chiellini
Pieve romanica, spariti i capitelli dal Monte Voltraio

Dopo il taglio del bosco alcuni cittadini hanno visto che mancavano alcuni resti dell’edificio diroccato

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VOLTERRA. Dopo l'incuria anche il sospetto della mano dei ladri. Ieri mattina, dopo un vistoso taglio del bosco nella zona della Rocca di Monte Voltraio, alcuni cittadini si sono resi conto che i resti dell'antica pieve romanica erano stati saccheggiati. Mancavano capitelli - almeno due, quelli più grandi - e le basi di alcune colonne di marmo che erano lì, all'interno del sito archeologico, ormai da molti anni. È vero, spuntavano tra i rovi e le erbacce ma nessuno aveva mai osato toccarli. Questo era il destino riservato alla vecchia pieve di San Giovanni, attrazione per i turisti che frequentano l'agriturismo il Palagione. Sembra quasi impossibile che dopo un passato tanto glorioso per questo angolo sulle colline di Volterra sia calato l'oblio.

Più volte ci sono stati alcuni tentativi per studiare, anche con l'università di Pisa, l'intero sito. Ieri mattina alcuni abitanti della zona si sono resi conto che la pieve era stata spogliata di colonne e capitelli di marmo. Passato lo sconcerto iniziale, è stato deciso di informare la polizia municipale e il sindaco di Volterra, Marco Buselli, così da sollecitare un intervento e soprattutto un'indagine in grado di accertare cosa è realmente capitato al bene archeologico. Fino a ieri pomeriggio non c'erano molte certezze, come spiegato anche da Bruno Niccolini, studioso e appassionato di storia volterrana che torna a segnalare lo stato di abbandono dei luoghi intorno all’antica pieve. In ogni caso alcuni cittadini sono intenzionati a presentare una formale denuncia e segnaleranno quanto è accaduto ai carabinieri.

L'assenza dei capitelli, come spiegano alcuni cittadini, è stata notata dopo il taglio del bosco. E non è tutto: per raggiungere i resti della pieve romanica, è stato anche tracciato una sorta di sentiero, percorribile con un camion. Se il furto fosse accertato - qualcuno potrebbe anche avere deciso di spostare i capitelli - sarebbe un fatto molto grave.

Chi vive a Volterra sa quante volte studiosi e cittadini hanno cercato di spostare l’attenzione sull’antico borgo e sulla pieve di San Giovanni, edificata intorno al X-Xl secolo e ricostruita su progetto di Giroldo da Lugano nel 1252, sono rimasti gli splendidi capitelli del basamento, che identificano tre navate divise da sei colonne.

Proprio alcuni di questi capitelli, pesanti e difficili da trasportare, potrebbero ora essere stati rubati. La storia racconta che i volterrani distrussero questo edificio come atto di ritorsione ai tempi del conflitto col vescovo Alberto degli Scolari (1261-1269) perché in Monte Voltraio trovavano asilo ribelli e fuorusciti del comune.

Il titolo di Pieve passò allora alla chiesa di San Bartolomeo a Pignano, nel borgo omonimo. Vicino a questi ruderi è rimasta una costruzione simile, ma molto più grande, ora interrata dalle frane del terreno e ricoperta dai rovi.

Durante il passaggio della guerra, come riportano i libri di storia, servì come rifugio per gli abitanti e gli sfollati della zona. Questo luogo più recentemente è tornato al centro delle cronache in quanto risulta sia stato usato anche per nascondere, sia pure per un breve periodo il piccolo Augusto de Megni, sequestrato per ottenere un riscatto.

Già dalla metà degli anni Ottanta si comincia a parlare dello stato di abbandono e di degrado di questo luogo ma poi per mancanza di risorse o per scelte politiche non è stato semplice convogliare in questa zona le risorse necessarie a valorizzare i resti che tramandano la storia e le origini di questo insediamento abitato sulle colline di Volterra.

Forse oggi sarà possibile sapere di più di quello che è successo.

Per ora la scomparsa dei capitelli resta tutta da accertare, così come le eventuali responsabilità legate al furto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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