Il presidio
Pet therapy utile anche nella terza età
Gli amici a quattro zampe fanno il loro ingresso nella casa di riposo Meacci di Santa Croce
SANTA CROCE. L’amore, si sa, è terapeutico. E se è vero che “chi non ha mai avuto un cane non sa cosa vuol dire essere amato” - come diceva il filosofo Arthur Schopenhauer - chi può aiutare gli anziani a sentirsi meno soli e a trascorrere ore più liete meglio dell’animale domestico per eccellenza, il più fedele amico dell’uomo?
Per questo è iniziato martedì 22 settembre, nella casa di riposo Meacci di Santa Croce, un corso di “pet therapy”: un progetto promosso dall’associazione sportiva dilettantistica “Dobre dog” - in convenzione con l’Università di Pisa - che ha lo scopo di restituire a coloro che alloggiano nella struttura un contatto diretto con gli amici a quattro zampe. Saranno otto gli incontri, della durata di un’ora e mezzo, durante i quali, nel corso dei prossimi due mesi, gli operatori daranno vita ad attività motorie, riabilitative e di gioco insieme agli animali.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di far adottare agli ospiti della casa Meacci un cane proveniente dal canile comunale, per costruire un tipo di relazione e di convivenza che sia anche una forma di aiuto reciproco. Durante il primo incontro, gli operatori di “Dobre dog” hanno fatto la conoscenza degli anziani per farsi raccontare le precedenti esperienze con gli animali domestici. Per l’occasione è stato presentato anche un cagnolino: il piccolo è stato accarezzato, coccolato, nutrito e accompagnato in giardino per scorrazzare all’aria aperta.
«Tanti, fra gli ospiti della casa di riposo, avevano richiesto la compagnia di un cucciolo da poter accudire - dice l’assessore alla coesione sociale, Carla Zucchi - È così che abbiamo deciso di dare loro questa possibilità, in modo da risvegliare gli interessi e la vivacità anche nelle persone più anziane. Prendersi cura di un essere vivente più fragile è sempre un atto utile e prezioso. Chi ha già vissuto un’esperienza del genere, e magari è stato costretto a lasciare il proprio amico al momento del trasferimento nella struttura, potrà tornare a godere della vicinanza con un compagno “peloso”. Non dobbiamo dimenticare che tutto questo accresce l'autostima e il senso di sicurezza, stimola gli anziani a muoversi, a giocare, a trascorrere il tempo in maniera più spensierata e li aiuta a ritrovare la capacità di entrare in empatia con esseri di una specie diversa».
Dunque mai più senso di solitudine per gli ospiti di casa Meacci, che potranno tenere lontana la malinconia delle giornate autunnali grazie all’amicizia di chi è pronto a dare tutto se stesso senza chiedere nulla in cambio.
Elena Battaglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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