Il Tirreno

Pontedera

Ici e Imu da recuperare, in arrivo i bollettini

di Emilio Chiorazzo

Il Comune di Pontedera vuole incassare oltre 830mila euro di tributi locali che sono stati evasi dal 2008 al 2013: avviato l’iter per la riscossione coattiva

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PONTEDERA. La caccia ai furbetti delle tasse è partita da tempo nelle stanze di Palazzo Stefanelli, la sede del Comune di Pontedera. Ma adesso si concretizza: l’amministrazione comunale busserà, nei prossimi giorni, alle porte di chi non ha pagato i tributi locali che gravano sulla casa, nel corso degli ultimi anni. E cioè dell’Ici - imposta comunale sugli immobili - prima e dell’Imi - imposta municipale unica, dopo.

La prima fase si è svolta tutta nelle stanze degli uffici comunali, con una vera e propria task force che si è messa a spulciare le carte: le imposte incassate, le loro ricevute, la scoperta di chi non aveva pagato alle scadenze regolari.

Gli importi da incassare. Le tasse sulla casa che sono state esaminate, a una a una, sono quelle che si dovevano pagare nel 2008 e negli altri tre anni a seguire, quando, sugli immobili si è dovuta pagare l’Ici. E poi per le annate 2012 e 2013, durante le quali le amministrazioni comunali hanno incassato un’altra tassa sulla casa (diversa, almeno nel nome), l’Imu.

Nella sola Pontedera è risultato inevaso un importo che supera abbondantemente gli 830mila euro. Cifra che adesso il Comune vuole incassare e che farà in maniera coattiva: è proprio di questi giorni la notizia che gli incartamenti, con i nomi di chi non ha pagato e con i relativi importi da incassare sono stati passati all’ufficio del servizio associato, che gestisce l’Unione della Valdera, perché si provveda al suo recupero coattivo.

In arrivo i bollettini. Nei prossimi giorni, dunque, nelle case di chi non ha pagato l’imposta quand’era il tempo, arriveranno i bollettini con la richiesta dei soldi non pagati, gravati - ovviamente - dagli interessi di mora e dalle spese di notifica.

L’ammontare complessivo che gli amministratori dovranno recuperare è di 830.971,76.

Gli importi relativi al tributo sono di 591.143,74; le sanzioni di cui questi importi sono gravati, si aggirano intorno al quaranta per cento (206.901,40 euro).

A questi vanno aggiunti gli interessi (31.332,18) e le spese: 1594,44 che sono soprattutto derivate dalle spedizioni del materiale ai cittadini che non hanno pagato alla scadenza.

Il servizio di riscossione. Pontedera è stato tra i primi Comuni a “sfilare” il proprio servizio di riscossione dei tributi a Equitalia. Creando - ormai sono già alcuni anni - un’apposita struttura, adesso a disposizione di tutti i Comuni dell’Unione della Valdera che hanno aderito. Ovviamente non con tutti i tributi. Pontedera, ad esempio, si è affidato al servizio di riscossione associato dell’Unione Valdera per tutti i tributi, tranne che per la riscossione delle contravvenzioni da codice della strada, per i quali c’è una normativa più difficoltosa da affrontare con le strutture dell’Ente locale.«I vantaggi che abbiamo verificato con questo sistema di riscossione in proprio – ha spiegato più volte l’assessore al bilancio, per il Comune di Pontedera, Marco Papiani - sono molteplici. Intanto la vicinanza al cittadino. Questo facilita i rapporti e agisce anche su un aumento della fiducia che l’utente ha nei confronti di una istituzione che, fisicamente si può contattare, per poter fare un reclamo, per chiedere una spiegazione. E questo, ovviamente, si ripercuote sulla percentuale di cifre che vengono incassate, rispetto a un organismo statale, com’è Equitalia». Dai dati acquisiti e dall’esperienza maturata fino a oggi, gli avvisi coattivi dell’Unione vengono recuperati quasi totalmente; quelli inviati da Equitalia, spesso, solo al 60%.

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